Home Demolizioni Abuso edilizio: la prescrizione e l’ordine di demolizione

Abuso edilizio: la prescrizione e l’ordine di demolizione

Il reato di abuso edilizio si prescrive in 4 anni dal compimento dell'illecito se non sono intervenuti atti interruttivi della prescrizione (cosiddetta prescrizione breve); la prescrizione è, invece, di 5 anni dal compimento dell'illecito se c'è stato un atto interruttivo come, ad esempio, il decreto di citazione a giudizio (cosiddetta prescrizione ordinaria)

Ieri la Cassazione è intervenuta sul tema con una sentenza [1] che non farà piacere a chi si è macchiato di tale illecito: se è vero che la prescrizione ha tempi certi per la parte “penale” dell’illecito, dall’altro lato è vero che la parte “amministrativa” dell’illecito – ossia le conseguenti sanzioni che possono sfociare nell’ordine di demolizione – non si prescrivono mai.

Secondo la Corte, poiché l’ordine di demolizione del manufatto abusivo è una sanzione amministrativa, non si prescrive mai. Infatti, nonostante tale misura venga comminata dal giudice penale, essa non ha finalità punitive e, pertanto, non può essere considerata una sanzione penale in senso stretto; essa ha il solo scopo di tutelare il territorio riportando i luoghi nello stato in cui erano prima dell’abuso e, quindi, tende alla riparazione di un danno, non invece a punire per impedire la reiterazione di trasgressioni a prescrizioni stabilite dalla legge. Proprio per questo motivo, stante la sua natura di sanzione amministrativa, essa non è soggetta alla prescrizione prevista dal codice penale.

La demolizione prescinde quindi da qualsiasi accertamento di responsabilità e mira al ripristino dello stato dei luoghi. È proprio la disciplina urbanistica a individuare in tal senso l’intervento demolitorio e i provvedimenti adottati in tal senso dall’autorità amministrativa risultano completamente autonomi rispetto alle sanzioni penali. Infatti, ad esempio, il sequestro penale di un immobile non è ostativo alla sua demolizione. Il fatto che sia il giudice penale a ordinare tale intervento costituisce un atto dovuto ma va sottolineato, è bene ripeterlo, che si tratta di una sanzione amministrativa e pertanto non è soggetta a prescrizione.

Inoltre l’eventuale vendita a terzi dell’immobile abusivo non ne impedisce la demolizione.

Nel mirino della demolizione finisce il solo “bene” e non ovviamente il suo autore: l’immobile “irregolare” può quindi essere demolito d’ufficio a prescindere dall’accertamento delle responsabilità. L’ordine di demolizione come sanzione amministrativa non presuppone, infatti, la sussistenza di un danno né un elemento psicologico del responsabile dell’abuso ed è applicabile, anche in caso di violazioni incolpevoli, tanto alle persone fisiche come a quelle giuridiche e agli enti di fatto e in alcuni casi persino “trasmissibile” agli eredi del responsabile o a chi acquista la disponibilità del bene.

La sentenza conclude quindi affermando che non può mai essere dichiarato estinto per “decorso del tempo” l’ordine di demolizione dell’immobile abusivo.

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