Home Ambiente Acqua: Galletti, Italia ospiterà la conferenza mondiale dei fiumi

Acqua: Galletti, Italia ospiterà la conferenza mondiale dei fiumi

Il ministro per la Giornata Mondiale dell’Acqua ha presentato il progetto Aquamadre “Dal Po al Mississippi, fiumi parte sfida climatica e di sviluppo globale”.

Il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti e il direttore generale per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque Gaia Checcucci

Il fiume come sorgente di vita e di identità culturale, ma anche veicolo di pace, dialogo e sviluppo delle comunità. Con questo messaggio il ministro Gian Luca Galletti e il ministero dell’Ambiente lanciano le celebrazioni della Giornata Mondiale dell’Acqua, indetta dall’Onu nel 1993 per il 22 marzo di ogni anno.

Entro la fine dell’anno l’Italia si farà promotrice e ospiterà una Conferenza sui Fiumi del mondo che unisca nella tutela, nella valorizzazione e nello scambio di esperienze i corsi d’acqua più importanti del Pianeta. Da qui il lancio del progetto “Aquamadre”, un nuovo brand riconosciuto a livello internazionale nel quale canalizzare le iniziative del ministero volte a diffondere una nuova cultura dell’acqua. Su impulso del ministero dell’Ambiente, nascerà inoltre, nel solco della riforma delle Autorità di Bacino, un Osservatorio nazionale sui “Contratti di Fiume”, nuovi strumenti di governance partecipata dei territori idrografici.

I fiumi – spiega il ministro Gian Luca Galletti – sono al centro della sfida climatica, ambientale e di sviluppo economico globale. C’è dunque un filo conduttore che lega il Po e il Mississippi, il Reno e il Fiume Azzurro con i più piccoli corsi d’acqua italiani. L’obiettivo della Conferenza sarà scambiare esperienze e sentirci tutti parte, proprio come accaduto a Parigi, di un’unica profonda sfida di tutela e di crescita. Prezioso – spiega Galletti – sarà in questo senso lo sviluppo del progetto Aquamadre, per lavorare sulla cultura e l’informazione, lo scambio di modelli e progetti innovativi col resto del Mondo”.

Nel nostro Paese per il bene acqua molto è stato fatto, in particolare sull’aspetto decisivo della governance: la riforma delle Autorità di Bacino – spiega il ministro – è una rivoluzione che consentirà una gestione più efficace sul territorio e una forte prevenzione dei rischi idraulici, così come è estremamente importante mettere a sistema con un Osservatorio degli innovativi Contratti di fiume che stanno già nascendo in ogni parte d’Italia, unendo soggetti pubblici e impegno privato in nome della tutela dei territori e della risorsa idrica. Non dimentico – conclude Galletti – norme di equità approvate come il ‘bonus acqua’ gratuito da 50 litri al giorno per abitante destinato alle fasce più indigenti e il decreto per il contenimento della morosità, che prevede rateizzazioni e maggiori attenzioni ai settori sociali più in difficoltà”.

Da 37 Autorità di bacino nazionali, di cui 30 interregionali si passa a 7 Autorità distrettuali: Po, Alpi Orientali, Appennino Settentrionale, Appennino Centrale, Appennino Meridionale, Sicilia e Sardegna. A ventisette anni dalla prima legge organica in materia di difesa del suolo (la 183/1989) e a ventidue dalla Legge Galli sulla riorganizzazione del servizio idrico integrato, la riforma delle Autorità di Bacino del 2016, in attuazione del Collegato Ambientale, ha rappresentato l’avvio di una nuova governance che riallinea l’Italia alle direttive europee in materia. Tra le novità il ruolo di riferimento del ministero per l’indirizzo, il coordinamento e la vigilanza, una semplificazione della filiera decisionale e la razionalizzazione delle competenze, con l’esercizio da parte di un solo ente delle funzioni di pianificazione e la predisposizione dei Piani di gestione acque e alluvioni, sulla base dei quali sono programmati interventi e risorse.

In questo contesto, l’intenzione del ministero è quella di valorizzare lo strumento dei “Contratti di Fiume”. Sono 93 quelli attivati in tutta Italia, di cui 82 avviati e 11 già sottoscritti, mentre altri 101 sono stati proposti o annunciati. I dati del dicastero dell’Ambiente spiegano l’attenzione attorno ai nuovi strumenti volontari di governo partecipato del territorio fluviale, in cui soggetti pubblici e privati lavorano insieme su un Programma d’azione condiviso e si impegnano ad attuarlo con la sottoscrizione di un accordo. Sono 17 oggi le amministrazioni regionali ad aver riconosciuto con atti formali i contratti di fiume, mentre è stato il Collegato ambientale ad inserirli nel Codice dell’Ambiente, quali “strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali, unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale”. La nascita dell’Osservatorio serve a favorire la loro corretta applicazione, ponendo il ministero nel ruolo di riferimento nazionale e di guida, con una banca dati per seguirne l’evoluzione e conoscerne punti di forza e debolezza, favorendo scambi e collaborazioni tra le varie esperienze italiane.

Il ministero ha individuato il brand “Aquamadre” quale vettore di riferimento per tutte le iniziative culturali e di sensibilizzazione legate alla cultura dell’acqua, con particolare attenzione ai fiumi. Un progetto tutto italiano che nel confronto a livello internazionale con reti e organismi di bacino dei più grandi corsi d’acqua del globo favorirà il trasferimento di conoscenze scientifiche e tecniche, informazioni, dati e buone pratiche. Sarà dunque un protagonista della Conferenza mondiale dei grandi fiumi, in cui rappresentanti di corsi d’acqua di tutti i Continenti metteranno a confronto idee e sfide quotidiane per combattere gli effetti dei mutamenti climatici, fenomeni naturali, l’inquinamento e la siccità, come anche i conflitti per l’accesso all’acqua.

FONTEMinistero Ambiente
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