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Bonificate altre 7 discariche abusive: si riduce la sanzione europea

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Scendono a 33 le 81 discariche abusive sanzionate dalla Commissione Europea nel 2014, per le quali l’Italia ha nominato un Commissario straordinario per la bonifica e paga una sanzione annua che ora si attesta sui 14,4 milioni di euro. Gli ultimi sette interventi sono in Lazio, Campania, Calabria, Sicilia.

Allo scadere della XI semestralità di infrazione (giugno 2020), il Commissario e Generale dei Carabinieri Giuseppe Vadalà, insieme alla Struttura di Missione per le procedure d’infrazione alla normativa UE della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, propone, alla Direzione Generale E.N.V.I. Ambiente della Commissione Europea, 7 dossier di siti “sanati” per la richiesta di l’espunzione dalla procedura di sanzione di cui alla causa 196/2013.

Al vaglio della Commissione sono i dossier dei siti “lavorati” nel decorso semestre, che se aggiunti a quelli già espunti (41) porta a 48 le discariche “poste in condizioni di sicurezza” sulle 81 Commissariate nel marzo 2017. Sugli restanti siti, prima della pandemia, si prevedeva una conclusione dei lavori entro il 2022.

I dossier saranno sottoposti dall’Organo della DG-Ambiente della Commissione UE di Bruxelles, i cui esiti saranno comunicati tra circa tre mesi e – se accettati dagli uffici tecnici Europei – consentiranno all’Italia di risparmiare altri 2,8 milioni euro sulla sanzione annuale oltre ai 16,4 già risparmiati con il lavoro svolto dalla struttura del Commissario Vadalà.

La sanzione annuale scenderebbe così dai 17,2  ai 14,4 milioni di euro con un risparmio ulteriore di 2,4 milioni per ogni semestre.

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Le discariche bonificate 

Le discariche, di cui si sono conclusi gli iter delle operazioni amministrative ed esecutive al fine di adeguarle alla normativa vigente, sono dislocate in 4 regioni, nello specifico:

Per la regione Lazio:

  1. VILLA LATINA in provincia Di Frosinone (FR)

Per la regione Campania:

  1. PUGLIANELLO, in provincia di Benevento (BN)

Per la regione Calabria:

  1. PETRONA’ in provincia di Catanzaro (CZ)
  2. JOPPOLO in provincia di Vibo Valentia (VV)
  3. BADOLATO in provincia di Catanzaro (CZ)
  4. MARTIRANO in provincia di Catanzaro (CZ)

Per la regione Sicilia:

  1. LEONFORTE in provincia di Enna (EN)

I requisiti richiesti dalla UE

Tre sono i principali  requisiti richiesti dalla Commissione Ambiente UE che occorre soddisfare per comprovare l’avvenuta messa a norma delle discariche interessate dalla sentenza:

  • assicurare che nei siti in questione non siano più depositati rifiuti;
  • catalogare e identificare i rifiuti pericolosi;
  • attuare le misure necessarie per assicurare che i rifiuti presenti nei siti non mettano in pericolo la salute dell’uomo e l’ambiente.

In base ai dettami Europei, quindi, l’Ufficio del Commissario sta procedendo sulla base di un cronoprogramma attuativo, alla regolarizzazione degli 81 siti in infrazione, commissariati nel marzo 2017. Le attività, di messa in sicurezza o di bonifica, sono processate secondo dettami stabiliti da una metodologia introdotta dalla task force dell’Arma dei Carabinieri che si basa su tre fasi: Informativa, Analitica ed Operativa.

La modalità esecutiva dell’incarico del Commissario si sostiene e diventa efficace, unicamente, con un lavoro corale con tutti gli attori interessati nei procedimenti: Comuni, Regioni, stazioni appaltanti, soggetti scientifici, ditte specializzate di settore, professionisti del comparto ambientale. Uno sforzo sinergico in cui la figura del Commissario Straordinario è di impulso, coordinamento e  direzione, incentrata verso il cardine dell’Arma dei Carabinieri e implementata con il sostegno del Ministero dell’Ambiente.

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La tecnica di phytorimediation

I lavori processati nel corso di questo semestre sono il frutto di sforzi congiunti con tutti soggetti coinvolti nelle procedure: Comuni, Regioni, Arpa sui territori nonché le stazioni appaltanti locali e nazionali, le ditte specializzate del settore e i professionisti con cui abbiamo siglati importanti protocolli collaborativi – ha dichiarato il Commissario Vadalà – Ma un plauso particolare, per questa semestralità, voglio rivolgerlo al Dipartimento Scientifico dell’Università del Sannio di Benevento che ci ha coadiuvato per gli interventi di ripristino ambientale tramite l’utilizzo della tecnica di phytorimediation, in particolare nei 3 siti di: Badolato (CZ), Petronà (CZ) e Villa Latina (FR). Tecniche che restituiranno ai cittadini, con risparmio economico rispetto alle tecniche di capping ordinarie, i territori integri e che rivedranno fiorire la natura laddove prima c’era un cumulo di rifiuti. Crediamo molto, se ve ne siano le possibilità e le condizioni scientifiche, in questo tipo di interventi perché, come ci piace dire: la terra non cresce ed è nostro compito conservarla e tutelarla. Le sinergie attivate anche con Associazioni e cittadini delle zone da bonificare, nascono dalla volontà di ricercare intesa e armonia con i territori al fine di acquisire soluzioni condivise che possano svilupparsi altresì per il tramite delle  indicazioni di possibili miglioramenti dei luoghi”.

Al lavoro nonostante il lockdown

Il successo delle operazioni arriva in un periodo complesso, durante il quale la pandemia ha costretto il Commissario a nuove metodologie di lavoro. Anche in un periodo così complesso come quello degli ultimi tre mesi, ci siamo attivati per non fermare le lavorazioni, laddove possibile, nel rispetto delle normative di salvaguardia sanitaria e non stoppare il meccanismo avviato negli ultimi anni, ovvero quello delle riunioni, dei continui contatti e rapporti con tutti, seguendo “step by step” i cantieri ma anche la fase pre-cantieristica (progetti, gare, affidamenti). Abbiamo utilizzato videocall e videoconferenze al fine di poter portare, anche in questo periodo “particolare”, fuori dalla procedura di infrazione ulteriori discariche, perché la multa semestrale non si ferma e la nostra è una lotta contro il tempo per restituire territori ai cittadini e ridurre il “debito economico” della sanzione comminato all’Italia”.

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Il Commissario straordinario per la bonifica Generale Giuseppe Vadalà

Soddisfazione anche da parte del sottosegretario onorevole Roberto Morassut: “Sette nuovi siti di discarica sanati sono una bella notizia. Ringrazio il Generale Vadalà e la sua Struttura di missione, che insieme al Ministero e a tutti i soggetti competenti continua con costanza l’operazione di bonifica dei siti in procedura di infrazione, portando a casa risultati eccellenti per l’ambiente e le comunità che vivono nei territori contaminati. L’obiettivo comune in tema di bonifiche, lo ripetiamo sempre, è restituire il territorio ai cittadini e farlo in tempi rapidi. Ma non solo. Recuperare il territorio inquinato significa anche restituire alla collettività nuova vita, realizzando servizi, infrastrutture verdi, insediamenti industriali sostenibili di nuova generazione, attività produttive, impianti per la produzione di energia pulita. L’operazione di recupero del territorio è un’operazione complessa, che va oltre il risanamento dei suoli e che si fonda sul principio di sostenibilità ambientale, sociale, etica ed economica. Il ciclo di bonifica deve promuovere un nuovo stile di vita ecosostenibile che scongiuri il reiterarsi dei comportamenti precedenti ed essere foriero di nuove opportunità di crescita per la comunità. Anche in vista della ripresa post pandemia, il risanamento ambientale può essere la chiave per mettere in moto la ripartenza ed avviare un nuovo paradigma di sviluppo economico e sociale. Per questo il tema del recupero del suolo è al centro della nostra agenda e stiamo lavorando per rendere più veloci e snelle le procedure con la riforma del Titolo V del Testo Unico Ambientale”.

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