Home Formazione Classificazione rifiuti: tra complessità e incertezza

Classificazione rifiuti: tra complessità e incertezza

MILANO, 14 DICEMBRE 2017 ORE 9 – 17.30
Hotel Michelangelo Milano – Piazza Luigi di Savoia, 6

Dai codici a specchio ai criteri per l’ecotossicità, dagli idrocarburi alla responsabilità del produttore e del laboratorio di analisi. Sintesi e analisi di queste e altre criticità

La classificazione, è il primo anello della “catena” di gestione dei rifiuti, è indispensabile conoscerne tutti gli aspetti dai diversi punti di vista:
• quello del produttore dei rifiuti che ne ha l’onere
• quello dei professionisti che forniscono i servizi di classificazione (analisi, test, relazioni tecniche ecc.)
• quello dei soggetti che gestiranno il rifiuto (già) classificato, utilizzando le documentazioni fornite dal produttore o effettuando verifiche aggiuntive
• quello degli organi di controllo

Due sono i punti nodali:
• il sistema di oneri e responsabilità connessi alla classificazione.
• La disciplina tecnica: le definizioni di legge, il Regolamento 1357/2014 e la Decisione 955/2014
Il primo è declinato nella norma, talvolta subisce ulteriori precisazioni nelle prescrizioni autorizzative ed assume una precisa connotazione nella (consistente) giurisprudenza dedicata.
La seconda appare lineare e schematica, ma la sua applicazione pratica pone spesso difficoltà ed incertezze, inoltre, in alcuni casi è insufficiente allo scopo, essa richiama esplicitamente o richiede comunque il ricorso ad altre norme (ad esempio: il Reg. 1272/2008 ed il Reg. 850/2004) o ad ulteriori riferimenti tecnici diversi.
Il quadro normativo e tecnico di riferimento è quindi molto vasto e complesso, richiede conoscenze multidisciplinari raramente possedute dai principali destinatari della norma (i produttori di rifiuti), determina oneri economici pesanti e, purtroppo, presenta ampie lacune. Tra queste la ormai evidente vetustà dell’Elenco Europeo dei Rifiuti ed il suo disallineamento rispetto al Regolamento CLP 1272/2008.
La situazione attuale è poi condizionata dall’attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia Europea in merito ai quesiti presentati dalla Corte di Cassazione (ordinanza 37460 del 27 luglio scorso) inerenti i codici a specchio e le modalità da adottare nel processo di valutazione. Né ha giovato il Regolamento 2017/997, inerente la valutazione della ecotossicità (HP14), la cui applicabilità differita, insieme all’avvenuta definitiva “decadenza” della Direttiva 67/548, di fatto, determina un’apparente temporanea “assenza” di criteri di valutazione.
In sintesi: complessità ed incertezza caratterizzano il quadro normativo attuale.
Il seminario presenta ed approfondisce l’intero quadro normativo applicabile, in tutta la sua complessità e presentando tutte le incertezze applicative, i ruoli dei diversi soggetti coinvolti e la corretta organizzazione dei rapporti tra questi. Ampio spazio è dedicato agli aspetti analitici ed in particolare all’importanza del campionamento, sia negli aspetti di responsabilità, sia in quelli tecnici, anche alla luce della recente integrazione della norma UNI 10802.
A temi particolarmente scottanti, quali i codici a specchio, il principio di precauzione, i criteri per l’ecotossicità, i rifiuti contenenti idrocarburi, il riparto di responsabilità tra produttore e laboratorio di analisi, saranno dedicati degli specifici approfondimenti.
Si tratta di un percorso formativo fondato sui cardini normativi che, contestualmente, è organizzato in base a criteri pratici di applicazione.

Destinatari:
Responsabili delle aziende che producono rifiuti.
Responsabili tecnici e addetti di aziende che effettuano attività di trasporto, trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti.
Professionisti titolari di laboratori di analisi.
Consulenti ambientali.

Inoltre, potranno trovare interesse le figure professionali incaricate di gestire le problematiche legislative e quelle inerenti Qualità e Ambiente presso Enti pubblici competenti o Autorità di controllo.

Per vedere il programma e iscriversi al seminario clicca qui.

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