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Conclusa con grande successo di pubblico la mostra “Planet or plastic?”. Lascia in eredità una Stonehenge di plastica a futuro monito

Svelati i vincitori del concorso internazionale di idee Plastic Monument – Architectural Design Competition lanciato da National Geografic e YAC – Young Architets Competition in occasione della mostra bolognese

1046 team registrati provenienti da 86 nazioni nel mondo – dall’Afghanistan alla Malaysia, dalla Turchia agli Stati Uniti – per un totale di 1681 progettisti, di cui il 59% professionisti e il 41% studenti: sono i numeri impressionanti del concorso internazionale di idee Plastic Monument – Architectural Design Competition, Bandito da YAC – Young Architects Competitions, società leader nella promozione di concorsi internazionali di idee, e sostenuto da Bio-On, gigante made in Italy nel settore delle bioplastiche. Il concorso è stato lanciato lo scorso 8 aprile in occasione di “Planet or Plastic?”, la mostra curata da National Geographic e Genus Bononiae. Musei nella città nel complesso monumentale di Santa Maria della Vita (via Clavature, 8, Bologna) che si è chiusa lo scorso 22 settembre con il traguardo di quasi 17mila visitatori.

La call lanciata da YAC e National Geographic e destinata a giovani architetti aveva come oggetto la progettazione di un’installazione in plastica da costruire con le bottiglie di plastica (circa 3mila) lasciate dai visitatori nel grande raccoglitore ad ingresso mostra: una testimonianza materica concepita come itinerante, destinata a diventare ambasciatrice internazionale dei valori di tutela e sensibilità ambientale propri della mostra.

Gli elaborati in gara sono stati valutati da una giuria di fama internazionale composta da Kengo Kuma, Mandy Barker, Carlo Ratti, Maria Cristina Finucci, Italo Rota, Marco Astorri, Marco Catteneo, Fabio Roversi Monaco, Marco Imperadori.  Il team primo classificato – che si è aggiudicato la realizzazione dell’opera, oltre ad un premio di € 8.000 – si chiama VATRAA, dall’omonimo studio di progettazione fondato dai due architetti che compongono il team, Anamaria Pircu e Bogdan Rusu. Entrambi trentenni, vengono dalla Romania e sono attualmente attivi a Londra. Il progetto con il quale si sono aggiudicati il primo premio è ispirato dalle strutture trilitiche di Stonehenge; l’idea è quella di dare vita – in chiave evidentemente provocatoria – ad una megalitica installazione in  che entrerà nel pantheon del patrimonio architettonico che lasceremo alle generazioni future. In questo senso, affascinante è il ribaltamento del concetto di eredità, non intesa come valore ma come piuttosto disvalore: giocando sul di monumentalità che l’attuale società ha potuto esprimere non in chiave positiva, ma piuttosto negativa. L’opera verrà realizzata entro il 2020.

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