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Demolizioni, a Fiume Santo non saranno utilizzati esplosivi

Ep conferma l’intenzione di smantellare i gruppi 1 e 2 ma facendo ricorso alle imprese locali. Restano le perplessità sugli investimenti e i dubbi sulla costruzione della quinta unità produttiva.

Ep Produzione e Fiume Santo Spa assicurano che per la demolizione dei gruppi 1 e 2 della termo-centrale non verranno utilizzati gli esplosivi. Le indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi non trovano dunque conferma da parte della nuova dirigenza Ceca, che si affretta a chiarire subito alcune situazioni per cercare di tranquillizzare cittadini e maestranze sulle programmazione che verrà portata avanti dall’azienda. «Per quanto riguarda le modalità di demolizione dei gruppi – afferma una nota di Ep –, l’adozione di eventuali opzioni alternative avverrà previa autorizzazione delle autorità competenti, escludendo fin d’ora il ricorso all’impiego di esplosivi». Pur avendo acquisito la centrale solo dal primo luglio 2015, in un’ottica di costante dialogo con la comunità secondo Ep, ai neo proprietari preme anche confermare lo stato dell’arte dei lavori che riguardo i gruppi 1 e 2: «Non c’è mai stata da parte nostra alcuna intenzione di ritardare l’avvio dei lavori di demolizione e bonifica dei gruppi 1 e 2, perché si intende completare tali lavori entro i termini autorizzati e siamo pienamente consapevoli dell’importanza e della professionalità delle imprese locali, del cui contributo si intende continuare a beneficiare».

Una situazione apparentemente tranquilla, dunque, secondo i rappresentanti di Ep, che comunque devono ancora dire chiaramente se intendono rispettare gli impegni assunti a suo tempo da Endesa e confermati da E.On riguardo agli investimenti per la realizzazione del quinto gruppo nella centrale di Fiume Santo. Cambiano quindi le sigle delle società proprietarie della termo-centrale elettrica, ma resta in piedi l’interrogativo sul futuro occupazionale di Fiume Santo, direttamente collegato agli investimenti previsti proprio per la costruzione del quinto gruppo: per i sindacati l’azienda si sta mostrando impalpabile perché non ha ancora presentato un piano industriale così come normalmente viene fatto dai nuovi soggetti che subentrano al comando, e alle segreterie sindacali i nuovi proprietari hanno detto, a parole, che si stanno guardando attorno e che il sito presenta delle potenzialità che potrebbero sfruttare con l’intervento di altri partner o investitori. «Permangono però elementi di tensione con alcune forze sindacali che restano fuori dalla centrale perché non vengono fatti accedere normalmente – dice il coordinatore regionale del settore elettrico Uiltec-Uil Franco Peana –, in quanto l’invito deve essere fatto dall’azienda Ep a sua discrezione».

Ha fatto scalpore, secondo Peana, anche l’ultima assunzione di pensionati: «Si tratta di persone con cause relative all’amianto, quindi a carico della comunità, e questo rappresenta una sorta di insulto per quella marea di disoccupati che attendono da anni di trovare un posto di lavoro anche a termine».

FONTELa nuova Sardegna
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