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EcoTyre a Ecomondo fa il punto sui risultati di crescita e lancia la prima esperienza in realtà virtuale sul ciclo dei PFU

Il Consorzio continua ad essere il primo nel settore PFU per numero di Soci.
Anche il progetto PFU Zero supera quota 100 interventi

Ancora una volta la fiera Ecomondo di Rimini è l’occasione per raccontare a tutti gli stakeholder di EcoTyre i risultati raggiunti nell’ultimo anno e anche questa volta sono all’insegna della crescita. Negli ultimi 12 mesi circa 150 nuovi soci si sono uniti al consorzio per affidargli il delicato compito di raccogliere e avviare al recupero gli Pneumatici Fuori Uso che si accumulano presso gommisti e officine dopo il cambio gomme. La compagine sociale supera così i 670 aderenti che confermano EcoTyre come il primo Consorzio in Italia per numero di aderenti e per diffusione visto che provengono da tutte le regioni italiane. Ma continuano a crescere anche le attività di raccolta che in 6 anni di attività hanno permesso di avviare al corretto recupero circa 30 milioni di PFU, che se fossero messi in fila coprirebbero oltre la metà dell’equatore.

Per mantenere questi livelli di efficienza è importante l’impegno di tutti gli attori della filiera e in particolare dei consumatori che devono affidare ai gommisti gli PFU, verificando che in fattura sia indicato il contributo ambientale che serve a finanziare il sistema di recupero.

Proprio per spiegare come funziona la filiera EcoTyre ha realizzato la prima esperienza in realtà virtuale a 360° sul tema del riciclo dei PFU. I visitatori dello stand potranno quindi indossare uno speciale visore e immergersi all’interno di un mondo in 3D in cui scoprire cosa accade agli pneumatici dopo che vengono sostituiti. Dal ritiro al trattamento fino al riciclo, il video mostra in un loop continuo l’importanza dell’economia circolare per dare nuova vita a quelli che invece di essere rifiuti diventano risorse.

L’altro grande protagonista di Ecomondo sarà il progetto PFU Zero che nel corso del 2017 ha festeggiato i primi 100 interventi di raccolta straordinaria presso depositi di PFU abbandonati nell’ambiente e ha visto rinnovato il patrocinio da parte del Ministero dell’Ambiente. In questi anni oltre un milione e mezzo di pneumatici sono stati avviati al recupero, bonificando discariche, fondali marini, greti dei fiumi e capannoni in disuso. Un impegno che EcoTyre ha condiviso con tanti enti locali e soprattutto con le associazioni ambientaliste. Con Marevivo infatti il progetto PFU Zero sulle Isole Minori si è esteso alle coste della penisola e ha coivolto i volontari subacquei in 7 località marittime. Anche Puliamo il Mondo, la storica campagna di Legambiente, ha visto il supporto di EcoTyre che ha ritirato gratuitamente gli pneumatici raccolti dai volontari in zone naturali impervie tanto che in alcuni casi sono stati portati a valle a dorso d’asino.

L’altra novità dell’ultimo anno è stata l’affermarsi di “Cambio Pulito” la prima piattaforma di whistleblowing in Italia per la segnalazione riservata e anonima di situazioni di irregolarità e illegalità – dalla vendita “in nero” all’evasione del contributo ambientale per il riciclo degli Pneumatici Fuori Uso. La Piattaforma promossa dall’Osservatorio sui flussi illegali di pneumatici e PFU in Italia, di cui EcoTyre è uno dei fondatori, ha recentemente presentato il primo report di attività, da cui emerge una forte attenzione da parte delle aziende del settore e il loro senso di responsabilità che ha portato a 122 segnalazioni in soli 5 mesi.

“È incoraggiante vedere come, dopo 6 anni di attività, il nostro Consorzio riesca ad essere molto dinamico e impegnato su diversi fronti in favore dell’ambiente – commenta Enrico Ambrogio, Presidente di EcoTyre. – Le attività ordinarie ci hanno visti impegnati per estendere la rete di raccolta, soprattutto nelle regioni del Sud dove abbiamo raddoppiato i quantitativi e acquisito molti nuovi Soci. L’essere così radicati su tutto il territorio nazionale ci ha permesso di rafforzare anche le attività volontarie e dedicare risorse a PFU Zero che non solo ha superato la soglia dei 100 interventi ma continua a ricevere segnalazioni su situazioni di abbandono di PFU. Per limitare questi fenomeni (che fortunatamente sono sempre più esigui) stiamo lavorando su due ambiti, da un lato sensibilizzare i consumatori sulla corretta filiera e dall’altro fornendo strumenti a sostegno della legalità e degli operatori onesti che garantiscono che l’economia che ruota attorno ai PFU sia non solo circolare ma anche virtuosa”.

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