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Il procedimento di bonifica dell’area della centrale termoelettrica ENEL di Livorno

Durante la visita della Commissione parlamentare d'inchiesta ARPAT ha illustrato lo stato dell'arte dei 3 procedimenti di bonifica del SIN di Livorno. Focus sul procedimento relativo al sito della centrale termoelettrica ENEL di Livorno

In occasione della visita, nel mese di febbraio 2017, della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlate, ARPAT ha illustrato lo stato dell’arte dei 3 procedimenti di bonifica del SIN di Livorno.
Dopo aver trattato il caso dell’area della Raffineria ENI di Livorno, illustriamo qui il procedimento relativo all’area della centrale termoelettrica ENEL, che si estende su un’area di circa 12 ettari, compresa tra via S. Orlando, il canale Industriale del Porto delimitato dalla Calata del Magnale e il Canale dei Navicelli. In direzione Est e Sud si sviluppa il tessuto urbano della città, mentre in direzione Nord prende corpo la zona industriale del porto.

All’interno del perimetro della Centrale è localizzata la stazione elettrica di trasformazione esercita dalla società Terna da cui partono le linee AT della rete nazionale ed una cabina di trasformazione di Enel Distribuzione Spa. A Sud della Centrale è presente un’area occupata da Impianti e uffici dell’Area Tecnica Ricerca, ora Enel Ingegneria e Ricerca Spa. Attualmente nel sito la produzione di energia elettrica a partire da olio combustibile non è più attiva. L’iter tecnico procedurale della bonifica del sito inizia con la presentazione del Piano di Caratterizzazione, redatto da ENEL, nel periodo marzo-maggio 2005. Il Dipartimento ARPAT di Livorno ha validato le indagini nel gennaio 2006. Successivamente l’iter è proseguito con i seguenti e principali passaggi:

  • per quanto riguarda le acque, nel 2006 il primo progetto di Messa In Sicurezza di Emergenza (nel seguito MISE) con 7 piezometri, nel 2008 esecuzione di indagini integrative e predisposizione di MISE per ulteriori 6 piezometri;
  • per quanto riguarda i terreni, nel 2009, 2014 presentazione Analisi di Rischio (AdR) per porzioni distinte del sito, nel 2016 richiesta del MATTM di un elaborato complessivo di AdR, attualmente in fase di valutazione;
  • per quanto riguarda le acque sotterranee, nel 2015 presentazione di una AdR e nel settembre 2016 revisione dell’AdR attualmente in fase di valutazione.

Le principali contaminazioni dei suoli e delle acque sotterranee riscontrate hanno interessato i seguenti contaminanti:

  • la contaminazione dei suoli è dovuta ai parametri As, Cr tot, Hg, Ni, Pb, Cu, IPA, idrocarburi pesanti C>12;
  • la contaminazione delle acque sotterranee è dovuta ai parametri As, Fe, Mn, Pb, Boro, Nitriti, Solfati, composti organoclorurati; i superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) più rilevanti sono stati determinati per i composti organoclorurati (Tricolorometano, Cloruro di Vinile,1,1- Dicloroetilene,Tricloroetilene, Tetracloroetilene, 1,2-Dicloroetilene e 1,2 Dicloropropano).

Interventi di Messa in Sicurezza attivati da ENEL
Sul sito sono stati attivati interventi MISE delle falda superficiale consistenti in 13 pozzi di emungimento delle acque sotterranee. In corrispondenza di ciascun pozzo di MISE è installato un serbatoio di raccolta del volume di 3 m3 . Le acque emunte sono quindi periodicamente conferite ad impianto autorizzato al trattamento di rifiuti.

Monitoraggio delle acque sotterranee
ENEL effettua dal 2015, in accordo con ARPAT, le seguenti attività di monitoraggio delle acque sotterranee:

  • monitoraggio annuale della falda superficiale, utilizzando una rete di 20 piezometri (quelli più critici) sui 29 piezometri superficiali presenti in sito;
  • monitoraggio trimestrale dei 13 piezometri di MISE della falda superficiale.

I campioni sono sottoposti ad analisi chimica per la determinazione dei parametri che hanno fatto registrare superamenti delle CSC (As, Se, Mn, Boro, Nitriti, Solfati, composti organoclorurati).

Curve di isovalore dei Composti Alifatici e ripartizione tra i composti analizzati nel monitoraggio del 15÷17 dicembre 2015 (valori in μg/l)

Dall’esame dei risultati analitici dei monitoraggi delle acque sotterranee effettuati in sito, emergono le seguenti principali problematiche:

  • ENEL ritiene che la contaminazione delle acque sotterranee per i composti organoclorurati non sia riferibile all’attività effettuata in sito ma sia di origine esterna al sito stesso;
  • ARPAT non ha avvalorato tale ipotesi in quanto le aree esterne al sito, ubicate a monte idrogeologico, non sono state oggetto di caratterizzazione; inoltre non ci sono informazioni storiche certe sull’utilizzo di solventi clorurati in tali aree. Si evidenzia che anche nella Centrale è presente un’officina meccanica in cui in passato potrebbero essere stati utilizzati solventi clorurati per la pulizia e lo sgrassaggio di manufatti;
  • il MATTM, nel verbale della CdS decisoria del 20 luglio 2016, ha chiesto alla Regione Toscana di verificare e certificare, in merito all’origine dei superamenti delle CSC delle acque di falda da parte dei composti organoclorurati, la responsabilità della contaminazione eventualmente da parte di terzi. La Regione Toscana ha avviato in data 29/12/2016 l’iter amministrativo per pianificare l’attività istruttoria propedeutica all’avvio del procedimento di cui all’art. 245 comma 2 D.Lgs 152/2006.

Attività di ARPAT
Le attività del Dipartimento ARPAT di Livorno inerenti il sito della centrale termoelettrica Enel sono riassumibili in

  • supporto tecnico al MATTM nella valutazione del Piano di Caratterizzazione e dell’Analisi di Rischio sito-specifica;
  • controllo e validazione dell’attività di caratterizzazione del sito (suoli, acque sotterranee ed aria indoor e outdoor), delle attività di monitoraggio delle acque sotterranee e dell’aria indoor ed outdoor;
  • verifica del corretto funzionamento degli interventi di Messa In Sicurezza di Emergenza.
FONTEarpat.toscana.it
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