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Macchine per costruzioni: il 2020 pareggia il 2019 nonostante il lockdown

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Sono 16.962 le macchine per costruzioni immesse sul mercato italiano nel 2020. Una cifra che eguaglia i risultati raggiunti nel 2019 (+0,2%), nonostante il fermo del lockdown. Determinante è stato il quarto trimestre, che ha recuperato le perdite di inizio anno, con una crescita del 13% rispetto allo stesso periodo del 2019.

È quanto emerge dall’ultima rilevazione di mercato realizzata da Unacea – Unione italiana macchine per costruzioni e da CER – Centro europa ricerche, commentata ieri in conferenza stampa.

Dati sicuramente positivi, anche se gli operatori si mantengono prudenti, soprattutto sulle previsioni 2021. Anche perché i risultati 2020 sono stati in buona parte una sorpresa per tutti. A chi dire grazie? Sicuramente alla riapertura dei grandi cantieri, e in seconda battuta agli incentivi dell’industria 4.0, anche se il peso reale di questi ultimi non è supportato da dati misurati. Una combinata che sicuramente ha dato un’iniezione di energia al settore e i cui risultati si vedranno meglio nei prossimi mesi.

I dati Unacea registrano, nel dettaglio, 16.251 macchine per il movimento terra vendute nel 2020 (con uno scostamento pari allo 0% rispetto al 2019), e 711 macchine stradali (+15% sul 2019). Dopo un primo trimestre in linea con le previsioni, un secondo e un terzo in netta perdita, il quarto trimestre ha recuperato l’anno, totalizzando da solo la cifra di 6.914 le macchine immesse sul mercato tra settembre e dicembre 2020 (+ 13% rispetto allo stesso periodo del 2019).

Unacea

“Il mercato italiano delle macchine per costruzioni ha saputo recuperare in maniera molto dinamica il fermo del lockdown di primavera e ha dimostrato di poter giocare, insieme a tutto il comparto delle costruzioni, un ruolo anticiclico imprescindibile per l’economia nel suo complesso – ha dichiarato Mirco Risi, presidente di UnaceaAdesso ci aspettiamo che sia data sicurezza e stabilità al piano di interventi del Recovery plan per spingere avanti la ripresa dell’anno in corso”.

Secondo Stefano Fantacone, direttore scientifico del Cer: “Nonostante il clima generale di incertezza, il settore delle costruzioni, e all’interno di questo, quello dei macchinari, sembrano beneficiare di nuovi e necessari investimenti. È una dinamica che ci aspettiamo possa proseguire anche nel 2021 quando il pil riprenderà a crescere a un tasso che stimiamo intorno al 4%”.

“Il settore sta reagendo alla crisi in maniera molto compatta e l’associazione viene utilizzata con grande intensità come piattaforma di confronto e informazione – ha infine dichiarato Luca Nutarelli, segretario generale di UnaceaNelle prossime settimane contiamo di mettere a disposizione dei soci nuovi strumenti previsionali per orientare l’attività di programmazione”.

Le previsioni sul 2021, cui Unacea dedicherà un rapporto specifico tra febbraio e marzo, sono cautamente ottimistiche. L’aumento dei costi delle materie prime preoccupa qualche operatore, ma gli analisti leggono il dato come naturale segno del ciclo di crescita mondiale (Cina e Usa in testa, ma la stessa UE ha avuto un rimbalzo importante a fine estate) e non come speculazione. Sicuramente sarà da tenere d’occhio il costo del petrolio che nel 2020 e crollato, ma che nel 2021 dovrebbe risalire.

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