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Nuovo termine, del 6 febbraio 2020, per la partecipazione al bando lanciato da Acque del Chiampo e Medio Chiampo per l’impianto di trattamento dei fanghi essiccati

Prorogato dal 23 dicembre 2019 alle ore 12.00 del 6 febbraio 2020, il termine di partecipazione all’appalto internazionale del valore di 530 milioni di euro, per l’impianto di trattamento dei fanghi essiccati del distretto conciario di Arzignano, il più grande d’Europa

Una proroga di 45 giorni è stata concessa dai Consigli di Amministrazione di Acque del Chiampo e Medio Chiampo per la presentazione delle offerte relative al bando per la progettazione, realizzazione e gestione di un impianto di trattamento dei fanghi essiccati provenienti dai depuratori dei due gestori dei servizi idrici integrati vicentini.

L’estensione è stata accordata lo scorso 16 dicembre, quando i consiglieri hanno ritenuto necessario di posticipare il termine, dal 23 dicembre 2019 al 6 febbraio 2020.

Questo in virtù della particolare complessità della gara, che oltre ad avere l’obiettivo di individuare una tecnologia all’avanguardia per la gestione sostenibile dei fanghi, attualmente disposti in discariche, richiede anche ai partecipanti di identificare un’area esterna ai Comuni del Consiglio di Bacino Valle del Chiampo per la creazione della struttura.

L’antefatto

Lo scorso 6 agosto 2019, Acque del Chiampo SpA e Medio Chiampo SpA, società a controllo pubblico che gestiscono gli impianti di depurazione e i servizi idrici integrati nel Consiglio di Bacino della Valle del Chiampo, nel vicentino, hanno lanciato un bando internazionale per identificare un partner tecnico a cui affidare la progettazione, l’implementazione e la gestione di un nuovo impianto per il trattamento dei fanghi essiccati, sino al 2050.

Le due società producono collettivamente 35.000 tonnellate di fanghi essiccati all’anno, risultanti dal trattamento delle acque reflue sia di origine industriale che civile. Attualmente, i fanghi vengono smaltiti in discarica la cui capacità si esaurirà nel prossimo lustro.

L’impianto sarà realizzato nell’ambito di un accordo di programma firmato nel 2005 e rinnovato nel 2017 da Ministero dell’Ambiente, Regione Veneto e Autorità locali. L’accordo mira a riabilitare il sistema fluviale del Fratta Gorzone, al fine di salvaguardare le risorse idriche e l’ambiente, utilizzando nuove tecnologie alternative alla discarica.

La gara ha un valore complessivo attorno ai 530 milioni di euro.

Commentando l’iniziativa, Andrea Pellizzari, amministratore delegato di Acque del Chiampo, aveva dichiarato: “La gara ha due obiettivi. Innanzitutto, selezionare il partner operativo che promuove la migliore soluzione tecnica. In secondo luogo, istituire una NewCo che avrà un contratto di 30 anni per la gestione dei fanghi essiccati prodotti dagli impianti di depurazione di Acque del Chiampo e Medio Chiampo”.

La NewCo sarà una holding costituita con il partner identificato attraverso il bando. Il partner avrà il diritto di possedere tra il 61% e il 70% delle azioni.

Secondo un’ipotesi di progetto realizzata da Acque del Chiampo, il nuovo sistema di trattamento dei fanghi, per sfruttare adeguate economie di scala, dovrà essere creato all’interno di un’area capace di produrre almeno altre 15.000 tonnellate, in aggiunta alle 35.000 prodotte collettivamente e annualmente da Acque del Chiampo e Medio Chiampo.

Con questa gara d’appalto, garantiamo la continuità del distretto per i prossimi trent’anni“, ha concluso Pellizzari.

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