Home Ambiente Planet or Plastic?

Planet or Plastic?

Mandy Barker, SOUP_BIRDS NEST, Series (2011) - Marine Plastic Debris Ingredienti: lenza scartata che ha formato palline simili a un nido a causa delle maree e dei movimenti oceanici. Additivi: altri rifiuti raccolti sul suo percorso

A Bologna una mostra di National Geographic per sensibilizzare a un uso consapevole e responsabile della plastica

13 aprile – 22 settembre 2019 | Santa Maria della Vita  – Bologna

 

Jordi Chias. Una tartaruga marina impigliata in una vecchia rete da pesca in plastica al largo della Spagna. Poteva allungare il collo fuori dall’acqua per respirare, ma sarebbe morta se il fotografo non l’avesse liberata. Le reti abbandonate in mare sono una grave minaccia per le tartarughe marine.

Il prossimo 13 aprile National Geographic, Genus Bononiae. Musei nella Città e la Fondazione Carisbo inaugurano a Bologna, presso il complesso museale di Santa Maria della Vita, la mostra Planet or Plastic?, nell’ambito dell’omonima campagna internazionale lanciata da National Geographic, che vede anche Marco Mengoni impegnato come ambasciatore per l’Italia.

Leggera, resistente, economica: la plastica ci ha cambiato la vita. Dall’elettronica alla sanità fino ai trasporti e al più semplice oggetto di consumo oggi non possiamo più farne a meno, ma quella prodotta dalla sua invenzione a oggi, riciclata solo in minima parte, si sta accumulando nell’ambiente. Da quel giorno ne sono stati prodotti 8,3 miliardi di tonnellate, di cui 6,3 sono diventati rifiuti che possono rimanere nell’ambiente anche per 400 anni o più. Perché le materie plastiche non sono biodegradabili. La plastica che finisce in mare mette in pericolo la vita degli animali marini, si accumula in grandi isole galleggianti, e con il tempo si rompe in pezzi sempre più piccoli che vengono ingeriti da pesci, cetacei, uccelli.

Il percorso della mostra – curata da Marco Cattaneo, Direttore di National Geographic Italia, e dalla redazione, con la collaborazione della scrittrice e documentarista Alessandra Viola – alternerà le fotografie dei grandi reporter di National Geographic all’originale lavoro artistico di Mandy Barker, che ha scelto di raccogliere rifiuti di plastica da tutto il mondo per un progetto fotografico di eccezionale valore estetico e al tempo stesso di grande impatto emotivo. All’interno della mostra l’installazione Iceberg, di Francesca Pasquali, artista nota per rivalutare oggetti d’uso comune, come delle semplici cannucce di plastica per farne delle vere e proprie opere d’arte. “Le cannucce si trasformano in presenze plastiche vibranti affondate in un mare riflettente che cattura la nostra stessa immagine e ci rende compartecipanti dell’opera stessa” (Ilaria Bignotti). Completa il percorso la proiezione del documentario di National Geographic Punto di non ritorno del regista premio Oscar Fisher Stevens e dell’attore premio Oscar e Messaggero della Pace per conto dell’ONU Leonardo Di Caprio: un affascinante resoconto sui drammatici mutamenti che si verificano oggi in tutto il mondo a causa dei cambiamenti climatici.

L’esposizione accompagna lo spettatore in un coinvolgente percorso articolato in una quarantina di foto e due video-installazioni volte a provocare una riflessione sul materiale che è diventato ormai sinonimo di degrado e distruzione del pianeta. Otto i grandi temi in mostra, dalla quantità di plastica prodotta nel mondo all’impatto sull’ambiente e sulla catena alimentare, dal riuso all’educazione individuale e collettiva.

Randy Olson/National Geographic. Bottiglie di plastica riempiono un impianto di riciclaggio a Valenzuela, nelle Filippine. Si prevede che nel 2021 ne saranno prodotte oltre 580 miliardi
John Stanmeyer/National Geographic. Un’acacia coperta di sacchetti di plastica gettati dai viaggiatori. I nomadi Afar usano il termine Hahai, ovvero “gente del vento”, per descrivere rifugiati, disertori, lavoratori migranti e altri che attraversano furtivamente il deserto
Richard John Seymour. Yiwu, la città del commercio internazionale nella provincia orientale dello Zhejiang, in Cina, è il più grande mercato all’ingrosso del mondo: è il trionfo della plastica. Negli oltre 70.000 stand, ospitati in una serie di edifici collegati tra loro, si vende di tutto, dalle piscine gonfiabili agli utensili da cucina ai fiori artificiali. Visitando il mercato il fotografo Richard John Seymour ha provato un senso di familiarità misto a sgomento: queste merci si trovano ovunque, ma qui le si trova in quantità sconcertanti. La Cina è la principale produttrice di plastica: ne fabbrica oltre un quarto del totale mondiale, gran parte della quale viene esportata all’estero

La mostra sarà anche l’occasione per partecipare a un grande progetto collettivo. Ai visitatori è richiesto di portare in mostra e lasciare in un grande contenitore le loro bottiglie di plastica, una per ciascuno di loro. Quelle bottiglie troveranno nuova vita in una installazione architettonica itinerante che sarà l’oggetto del concorso internazionale di idee Plastic Monument – Architectural Design Competition. Parallelo a Planet or Plastic?, il concorso vedrà giovani architetti sfidarsi per realizzare un’installazione destinata a farsi ambasciatrice internazionale dei valori di tutela e sensibilità ambientale propri della mostra. Bandito da YAC – Young Architects Competitions, società leader nella promozione di concorsi internazionali di idee, e sostenuto da Bio-On, gigante made in Italy nel settore delle bioplastiche il concorso – che si aprirà in concomitanza della mostra e si chiuderà nel luglio 2019 – vedrà la partecipazione in veste di giurati anche di architetti del calibro di Kengo Kuma, Carlo Ratti e Italo Rota.

L’esposizione – interamente prodotta con materiali sostenibili e riciclabili, come cartone alveolare e carta da parati – ha il Patrocinio del Comune di Bologna ed il sostegno di Basf, Coop Alleanza 3.0, Rossetto e Sharp, con la collaborazione di Bio-On e YAC – Young Architects Competitions e la partnership tecnica di Riciclia.

“La plastica è una grande invenzione ma occorre gestirla in modo corretto, valorizzandone le proprietà e rispettando l’ambiente. BASF è stata tra i primi a realizzare polimeri biodegradabili 10 anni fa e oggi studiamo processi industriale di riciclo molecolare per le plastiche destinate a discarica o incenerimento. Da gennaio, siamo tra i fondatori dell’Alliance to End of Plastic Waste, un’organizzazione che riunisce 30 tra le più importanti aziende al mondo impegnate nella lotta al marine littering con un investimento di oltre 1 miliardo di euro. È però necessario che ognuno, nel suo piccolo, faccia la propria parte. Per questo sosteniamo con convinzione Planet or Plastic?” ha dichiarato Andreas Riehemann, Presidente e Amministratore Delegato di BASF Italia.

“L’ambiente è da sempre al centro dell’attenzione di Coop Alleanza 3.0: dalla vendita di prodotti biologici ed ecologici alla gestione sostenibile di energia ed acqua, dalla lotta agli sprechi agli incontri di sensibilizzazione. Queste azioni sono in linea con l’impegno della Cooperativa a promuovere consumo etico e consapevole, responsabilità e partecipazione insieme ai valori di trasparenza e sicurezza” dichiara Enrico Quarello, coordinatore delle Politiche sociali e relazioni territoriali di Coop Alleanza 3.0.
“La quantità di plastica nel pianeta diminuirà solo quando adotteremo soluzioni alternative e concrete”. Così Serena Testolin di GBR Rossetto e Carlo Alberto Tenchini di Sharp Electronics Italia. “La proposta rivoluzionaria di Skywell, il generatore in grado di trasformare l’aria circostante in acqua potabile, ha l’obiettivo di eliminare definitivamente l’utilizzo delle bottiglie di plastica nelle aziende e nelle istituzioni”.
“Viviamo l’Ambiente e la Salute come un binomio inscindibile e prioritario – dichiara Domenico Laporta, Amministratore Delegato di LloydsFarmacia. – Abbiamo già un piano di azione ad hoc sull’ambiente, che stiamo sviluppando e integrando, coscienti che le aziende debbano essere sempre più responsabili e attente alla tutela del pianeta e che in caso di realtà come la nostra, a diretto contatto con il pubblico, possono avere anche un ruolo di sensibilizzazione verso i cittadini. La partnership con Planet or Plastic? segna per LloydsFarmacia un momento importante di svolta per un maggiore e rinnovato impegno, anche su questo fronte, con nuove iniziative interne ed esterne”.

CONDIVIDI