Home Bonifiche Rogo al centro riciclo di Avezzano: si attende l’Asl per rimuovere l’amianto

Rogo al centro riciclo di Avezzano: si attende l’Asl per rimuovere l’amianto

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Si attende l’autorizzazione dell’Asl per la rimozione dell’amianto dal Centro riciclo Casinelli di Avezzano (AQ), distrutto da un grave incendio lo scorso luglio. Il ritardo preoccupa la Polizia locale del capoluogo marsicano che in questi giorni ha inviato un sollecito formale indirizzato proprio alla Asl, per l’istruttoria del piano di bonifica amianto friabile.

Nella notte tra martedì e mercoledì 15 luglio nel nucleo industriale di Avezzano si è sviluppato un vasto incendio che ha distrutto il centro di raccolta Casinelli di via Newton. Fiamme altissime hanno avvolto il deposito della ditta di riciclo rifiuti. Il rogo, estesissimo e violento, ha poi coinvolto le aree dove sorgono anche le strutture di Italsav, NetReality, Gem.Co. e altri depositi di rifiuti. Nonostante l’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco a un’ora dall’inizio delle fiamme sono collassati i tetti delle aziende coinvolte ma sono stati messi in salvo i dipendenti e portati fuori dall’area a rischio i mezzi che erano all’interno dei fabbricati.

Nel centro riciclo venivano conferiti tutti i rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata sulla quasi totalità del territorio marsicano. Al centro Casinelli si appoggiano, per esempio, le principali aziende di gestione rifiuti di Avezzano e della Marsica, Tekneko e Aciam. “È andata in fumo un’attività che insieme a noi ha contributo a portare la Marsica su livelli di raccolta differenziata inimmaginabili – presidente di Tekneko, Umberto Di Carlo – e purtroppo con essa sono andati in fumo 30 posti di lavoro”.

A distanza di un mese, dal sito continuavano a innalzarsi colonne di fumo, un fatto “fisiologico” per incendi di questa portata, ma preoccupante per la presenza di sostanze nocive. L’Arta, infatti, ha effettuato sondaggi e campionamenti, individuando l’esistenza di fibra d’amianto e, come la legge prevede, ha rimesso tutto alla Asl, ente territorialmente preposto alla tutela della salute. È stata infine ancora la Polizia locale a emettere un provvedimento con l’ordine di rimozione dell’amianto. Rimozione che dovrà essere fatta assicurando che il cantiere lavori in depressione (contenimento statico-dinamico) per evitare l’ulteriore dispersione delle fibre. Il piano è pronto: si attende soltanto il via libera dall’Asl.

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