Site icon Recover Web

Demolito l’ultimo cavalcavia del nodo di Portogruaro sulla A4

demolizione-cavalcavia-portogruaro

Foto Il Friuli

È stato demolito nella notte del 23 aprile anche l’ultimo cavalcavia che attraversava l’autostrada A4 all’altezza di Portogruaro. Al suo fianco già da due settimane i mezzi possono transitare sul nuovo manufatto della strada provinciale 251.

Il tratto Alvisopoli – Portogruaro rappresenta uno dei più complessi dell’intero tracciato dell’A4. Appena 9 chilometri su cui insistevano 24 opere (tre ponti, otto sottopassi, otto scatolari idraulici e cinque cavalcavia) da demolire completamente e ricostruire, mantenendo il traffico in esercizio, per la costruzione della terza corsia autostradale.

Il cavalcavia abbattuto era l’ultimo pezzo difficile da affrontare per il consorzio Lemit (composto da Pizzarotti in associazione di impresa con Sacaim e Rizzani de Eccher) cui è stato affidato il cantiere.

In questo caso, il nuovo cavalcavia del nodo è stato costruito su tre travi in acciaio ed è a due carreggiate. È lungo più del doppio rispetto a quello demolito (103 metri rispetto ai 46) e largo quasi 20 metri (rispetto ai 15). I tecnici della Direzione Lavori e le maestranze delle ditte appaltatrici sono tuttora all’opera per modificare i raggi di curvatura delle rampe del nodo di collegamento tra l’autostrada A4 e la A28 e consentire quindi l’adeguamento delle corsie di accelerazione e decelerazione. Tutti i cavalcavia sono predisposti per un futuro ampliamento dell’autostrada a quattro corsie.

Già operativi i nuovi cavalcavia dello svincolo del Nodo di Portogruaro e per il Teglio – Fratta, mentre sono in attesa di essere collaudati e quindi aperti al traffico quelli di Teglio – Gorgo e di via Casermette. In particolare, l’opera principale dell’intero sub lotto è la riconfigurazione del nodo di Portogruaro.

Per quanto riguarda gli scatolari (manufatti in calcestruzzo che consentono il collegamento idraulico da nord a sud dell’autostrada dei fossi che raccolgono l’acqua delle campagne) tutti sono stati spinti sotto l’autostrada e per molti di questi sono iniziate le lavorazioni di prolungamento a nord della A4. A buon punto sono anche gli 8 sottopassi, tra i quali uno ferroviario lungo la linea Portogruaro – Casarsa e uno completamente nuovo in sponda sinistra del fiume Lemene, su via Ponte di Covra. Tra gli interventi finora effettuati anche l’allargamento parziale sulla carreggiata est dei 3 ponti sul fiume Lemene, sulla roggia Versiola e sul canale Taglio. Inoltre sono in fase di completamento gli 8 bacini di lagunaggio deputati al trattamento di tutte le acque provenienti dall’autostrada.

La costruzione della terza corsia – intesa come allargamento delle carreggiate – segue di pari passo l’evoluzione delle opere. Già da febbraio, i mezzi viaggiano per più di sette chilometri sui nuovi tratti asfaltati. I veicoli continuano però sempre a correre su due corsie perché occorre raccordare il rimanente tratto autostradale di circa due chilometri a nord e lavorare soprattutto sulla vecchia parte centrale della carreggiata. Ora l’intervento si sta concentrando sulla direttrice Trieste – Venezia (fase due delle tre previste) dove sono iniziate le opere di asfaltatura.

Costruire la terza corsia – anche se per soli nove chilometri – rappresenta un grande sforzo in termini di investimenti (il quadro economico dell’opera è pari a circa 160 milioni di euro) e di forze in campo (quasi 50 mila le presenze complessive di lavoratori impiegati in questi due anni di cantiere). Il cantiere è inoltre iniziato il 9 marzo 2020, proprio alla vigilia del lock down per l’emergenza sanitaria, costringendo a un momentaneo forzato periodo di blocco dei lavori.

“Al problema generato dall’emergenza sanitaria si è successivamente aggiunto anche il significativo aumento dei prezzi dei materiali da costruzione – commenta il direttore dell’area tecnica e Responsabile Unico del Procedimento della terza corsia, Paolo Perco – che ha colpito il Paese a partire dal primo semestre del 2021. Tale incremento dei prezzi è stato ulteriormente significativamente aggravato dall’aumento dei prezzi dell’energia, registrato a partire dal secondo semestre dello stesso anno. Non ultimo la grave crisi internazionale per la guerra in Ucraina sta comportando difficoltà di reperimento dei materiali e un ulteriore aumento dei prezzi. Nonostante questo la sinergia tra Commissario Delegato, Autovie Venete e ditte appaltatrici ha permesso di continuare l’opera con l’obiettivo di poter giungere entro il primo semestre 2023 all’apertura al traffico di questo tratto di terza corsia”.

Exit mobile version