Home Rifiuti Amiu Genova: 90 milioni per la gestione rifiuti e nuovo impianto TBM...

Amiu Genova: 90 milioni per la gestione rifiuti e nuovo impianto TBM a Scarpino già in costruzione

Investimenti per oltre 90 milioni di euro in quattro anni per la gestione ambientale dei rifiuti del territorio di Genova e 44 milioni per il nuovo impianto di trattamento meccanico-biologico (TBM) in costruzione a Scarpino. Sono le cifre stanziate da Amiu Genova con un obiettivo ambizioso: raggiungere il 65% di raccolta differenziata dei rifiuti – a Genova e negli altri 30 Comuni gestiti – entro i prossimi cinque anni.

Il piano industriale Amiu

L’azienda ligure di gestione del ciclo rifiuti ha presentato la scorsa settimana il nuovo piano industriale 2021-2025 nella sede comunale di Palazzo Tursi, a Genova. “La prospettiva del contratto di servizio quindicennale (firmato lo scorso giugno con la Città Metropolitana, ndr) ci consente di pianificare in -aniera ottimale gli investimenti e il servizio ai cittadini” ha detto il presidente Amiu Pietro Pongiglione.

Il percorso prevede obiettivi ambientali sfidanti, investimenti in nuovi mezzi, impianti e strutture in modo da declinare l’operatività in base alle reali esigenze del territorio e del proprio personale, a tutti i livelli.

“Gli obiettivi di raccolta differenziata previsti da Città Metropolitana parlano di percentuali oltre il 65% in tutti i comuni del bacino oggetto dell’affidamento” si legge nella nota del Comune che ha accompagnato la presentazione del piano Amiu. Questo vuol dire che, per quanto riguarda Genova, si dovrà passare dal 35,5% al 65% entro il 2024. In altre aree si passa da situazioni virtuose già vicine al target come l’area costiera (Cogoleto è già al 73%) a contesti isolati ancora indietro sulla tabella di marcia, come nella Valle Scrivia (dove Montoggio dall’attuale 20% dovrà raggiungere il 70% entro il 2022, mentre Busalla è già al 74%) oppure in Val Trebbia (dove Fascia è al 59%, ma Propata al 20% ed entrambe hanno come obiettivo il 70% entro 2 anni).

“La legge dice che entro il 2035 le discariche dovranno essere usate al massimo per il 10% dei rifiuti prodotti e il 65% dei rifiuti domestici e urbani dovrà essere riciclato – ha dichiarato Marco Bucci Sindaco di Genova – La nostra amministrazione si è adoperata per mettere Amiu nelle condizioni di poter giocare un ruolo da protagonista dell’economia circolare del territorio, non solo per Genova, ma anche per la Città Metropolitana e, indirettamente, per la Regione Liguria. Il nostro intento è di realizzare le condizioni della chiusura del ciclo dei rifiuti”.

Lo scorso giugno la Città Metropolitana di Genova (con delibera n. 19/2020) ha dato parere favorevole al riconoscimento di Amiu Genova come gestore unico del servizio integrato dei rifiuti nei 31 comuni del bacino del Genovesato, a partire dal 1 gennaio 2021 per 15 anni.

Sono state individuate 6 aree territoriali in cui sono presenti 31 comuni; l’area Genova, che comprende il capoluogo e Davagna; l’area costiera con Arenzano e Cogoleto; le Valli Stura, Orba e Leira con Mele, Masone, Campo Ligure, Rossiglione e Tiglieto; l’Alta Val Polcevera con Campomorone, Ceranesi, Mignanego, Sant’Olcese e Serra Riccò; la Valle Scrivia con Busalla, Casella, Crocefieschi, Isola del Cantone, Montoggio, Ronco Scrivia, Savignone, Valbrevenna e Vobbia; la Val Trebbia comprende Fascia, Fontanigorda, Gorreto, Montebruno, Propata, Rondanina, Rovegno e Torriglia.

L’ottenimento dei risultati di raccolta differenziata porterà Amiu Genova a trattare frazioni di organico, plastica, carta e vetro con volumi più che raddoppiati. Conseguentemente la logistica e il trattamento di queste frazioni diventano cruciali: si rivela indispensabile rendere gli attuali siti di trasferenza nelle condizioni di gestire i materiali della raccolta differenziata, primo fra tutti l’umido, da preparare per l’invio agli impianti di trattamento e avvio a riciclo o recupero.

L’impianto di Scarpino

Scarpino viene confermato nel suo ruolo strategico quale impianto di riferimento per lo smaltimento di rifiuti del Genovesato e dei territori limitrofi. Nella primavera del 2022 si prevede l’entrata in funzione del nuovo impianto di trattamento meccanico-biologico (TMB), che permetterà di convogliare tutta l’attività di trattamento del rifiuto del bacino del genovesato presso un unico polo impiantistico.

I lavori al nuovo impianto TMB sono iniziati nelle scorse settimane. Sarà realizzato in project financing da Iren Ambiente, controllata al 100% dal Gruppo Iren, e avrà una capacità di trattamento di 100 mila tonnellate all’anno. Al termine della costruzione, Iren Ambiente gestirà l’impianto per un periodo di 25 anni.

“Non possiamo che accogliere favorevolmente l’annuncio dell’apertura dell’impianto per il trattamento dei rifiuti – dichiara Federico Borromeo, direttore di Legambiente Liguria – ma ci preme ricordare che per la chiusura del ciclo è necessario, soprattutto a Genova, un impianto per la biodigestione. La frazione più importante che deve essere trattata è quella organica, per questo sarebbe necessario costruire biodigestori capaci di far fronte alle esigenze territoriali, producendo biometano e compost di qualità”.

Impianto di biodigestione che già compare proprio nella strategia impiantistica nel periodo 2018-20 di Amiu che prevede:

  • l’apertura e gestione della discarica di Scarpino (Scarpino 3 primo lotto);
  • la progettazione e l’avvio della costruzione di un impianto per il trattamento meccanico biologico;
  • la progettazione e l’avvio della costruzione di un impianto di biodigestione;
  • l’ampliamento e potenziamento dell’impiantistica per la raccolta differenziata.
CONDIVIDI