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Batterie, il decreto di febbraio 2026 riscrive le regole del riciclo in Italia

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A febbraio 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo di adeguamento nazionale al nuovo quadro europeo sulle batterie e i rifiuti di batterie, completando il percorso di armonizzazione con il Regolamento (UE) 2023/1542. Il provvedimento – attualmente in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – completa il percorso di allineamento dell’ordinamento italiano al nuovo quadro europeo, introducendo disposizioni di coordinamento, governance e sistema sanzionatorio destinate a incidere in modo significativo sull’intera filiera, dalla produzione alla gestione del fine vita.

Per la filiera italiana – dai produttori agli impianti di trattamento – si apre una fase operativa che introduce obblighi più stringenti su raccolta, tracciabilità, contenuto riciclato e responsabilità estesa del produttore (EPR), con un impatto diretto anche sui settori automotive, RAEE, accumulo stazionario ed e-mobility.

Un cambio di paradigma: dalla “gestione del rifiuto” alla sostenibilità di prodotto

Il nuovo impianto normativo supera la logica della semplice gestione a fine vita e impone un approccio di intero ciclo di vita.

Tra i pilastri:

  • requisiti di sostenibilità e sicurezza per l’immissione sul mercato;
  • obiettivi progressivi di raccolta per le batterie portatili e per veicoli leggeri;
  • target minimi di recupero di litio, cobalto, nichel e piombo;
  • introduzione di percentuali obbligatorie di materiale riciclato nelle nuove batterie;
  • sistema di tracciabilità digitale (passaporto della batteria per determinate categorie).

Il decreto italiano interviene per coordinare tali obblighi con il quadro nazionale (in particolare il D.Lgs. 152/2006), ridefinendo competenze, sistema sanzionatorio e governance del registro produttori.

Raccolta e performance: l’Italia sotto pressione

Secondo i dati del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori, nonostante il tasso di raccolta delle batterie portatili in Italia sia in crescita, mostra valori ancora decisamente inferiori rispetto agli obiettivi europei più ambiziosi previsti per il 2027 e il 2030.

Il decreto 2026 punta quindi a rafforzare:

  • l’obbligo di ritiro gratuito “uno contro uno” e “uno contro zero”;
  • la responsabilità finanziaria piena dei produttori;
  • i controlli sulle piattaforme di vendita online;
  • la trasparenza dei flussi verso impianti autorizzati.

Per la filiera, questo significa una pressione crescente sull’efficienza logistica e sulla qualità della selezione.

Il nodo industriale: capacità impiantistica e materie prime critiche

L’elemento più strategico riguarda il recupero delle materie prime critiche. Il regolamento europeo impone percentuali minime di recupero di litio, cobalto e nichel e introduce soglie obbligatorie di contenuto riciclato nelle nuove batterie industriali e per veicoli elettrici.

In un contesto di forte dipendenza europea dall’import di materiali strategici, la capacità nazionale di trattamento diventa leva industriale.

Operatori come Erion hanno già evidenziato come il rafforzamento del quadro normativo possa stimolare investimenti in impianti avanzati, ma richieda tempi di adeguamento tecnologico e certezza regolatoria.

Il decreto di febbraio 2026 chiarisce inoltre:

  • i criteri per l’autorizzazione degli impianti;
  • il coordinamento con la normativa End of Waste;
  • l’obbligo di tracciabilità documentale lungo tutta la catena.

Registro nazionale e governance

Un passaggio centrale riguarda il rafforzamento del Registro nazionale dei produttori di batterie, con interoperabilità digitale e obblighi dichiarativi più dettagliati.

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica assume un ruolo di coordinamento più strutturato, anche in raccordo con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per garantire uniformità applicativa e controllo delle importazioni.

Particolare attenzione viene posta al tema delle vendite transfrontaliere online, spesso punto critico per l’evasione degli obblighi EPR.

Impatti per i settori chiave

Automotive ed e-mobility

Le batterie per veicoli elettrici sono soggette a requisiti di carbon footprint, passaporto digitale e percentuali di materiale riciclato. Per gli operatori del fine vita veicoli, si apre una nuova fase di integrazione tra demolizione e recupero componenti ad alto valore.

RAEE

Le batterie integrate nei dispositivi dovranno essere facilmente removibili e identificabili. Ciò implica adeguamenti progettuali e nuovi standard per i centri di trattamento.

Accumulo stazionario

Il settore storage, in forte espansione anche per effetto delle politiche energetiche, sarà direttamente coinvolto negli obblighi di dichiarazione e nei target di recupero materiali.

Criticità e opportunità

Le principali criticità operative riguardano:

  • adeguamento impiantistico ai nuovi target di recupero del litio;
  • costi di compliance per i produttori;
  • allineamento dei sistemi informativi per la tracciabilità digitale.

Sul versante opposto, il decreto può rappresentare un acceleratore per:

  • investimenti in tecnologie idrometallurgiche e meccaniche avanzate;
  • sviluppo di filiere nazionali di secondary raw materials;
  • maggiore integrazione tra settore rifiuti e industria manifatturiera.