
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha aperto ufficialmente la consultazione pubblica sullo schema di decreto che introduce il regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR). Per tutti quei prodotti in plastica che, fino ad oggi, restavano esclusi dai circuiti di recupero obbligatori come imballaggi, RAEE, pneumatici o beni in polietilene. Ambiti dove il Sistema Ecolight è presente con i consorzi Ecopolietilene ed Ecolight supportati da Ecolight Servizi.
L’obiettivo del provvedimento è chiaro. Chi immette un bene sul mercato deve farsi carico del suo intero ciclo di vita, smaltimento incluso. Una mossa che, nel solco di quanto già avvenuto per altre tipologie di prodotti, punta a rivoluzionare la filiera, spingendo le aziende verso l’eco-design e l’uso di materiali rigenerati, come dalle indicazioni europee.
Dagli arredi alla pesca: i prodotti
La lista dei prodotti coinvolti è molto vasta – comprende oggetti in plastica, gomma ed elastomeri – e tocca da vicino settori chiave dell’economia e della vita quotidiana. Tra i beni monitorati figurano, ad esempio, arredi per interni ed esterni, componenti tecnici per l’edilizia, grandi serbatoi, attrezzi per il giardinaggio, articoli per la pesca e per lo sport. Ma vi sono anche alcune calzature e accessori in plastica e gomma. Si tratta di una platea eterogenea che sarà chiamata a rispondere a regole rigorose di gestione del fine vita.
La tabella di marcia: i nuovi target
La bozza di decreto posta in consultazione fissa tappe precise e ambiziose che non riguardano solamente i volumi di raccolta. Vengono infatti indicati anche gli obiettivi: entro il 2030, il sistema dovrà garantire la raccolta differenziata di almeno il 70% dei rifiuti in plastica non da imballaggio post-consumo, con una quota di riciclo effettivo del 55%. L’asticella si alzerà ulteriormente nel 2035, quando si punta a raccogliere il 75% dei rifiuti prodotti e a riciclarne il 60%. Per evitare che crisi di mercato o fluttuazioni temporanee penalizzino il settore, i calcoli verranno effettuati su una media triennale delle quantità commercializzate.
Consultazione aperta fino al 17 aprile
Il Ministero chiama a raccolta stakeholder, associazioni e cittadini. Ci sarà tempo fino al 17 aprile per inviare osservazioni e contributi allo schema di decreto. Un passaggio cruciale per definire le regole di un modello economico che promette di essere sempre più circolare e meno dipendente dalle materie prime vergini.































