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Nuovo impianto per il riciclo tessile nel padovano

riciclo tessile

A Sant’Urbano, nel Padovano, il Gruppo Greenthesis ha inaugurato — presso il sito operativo della controllata Gea — un nuovo impianto per il recupero e il riciclo dei rifiuti tessili. Finanziato con fondi PNRR, trasforma sfridi e invenduti in materie prime seconde, con una resa di recupero fino al 95%.

Trasformare gli scarti dell’industria tessile in nuova materia prima, sottraendoli a discarica e incenerimento. È l’obiettivo del nuovo impianto per il recupero e il riciclo dei rifiuti tessili inaugurato lo scorso 16 luglio a Sant’Urbano, nella Bassa Padovana, all’interno del sito operativo di Gea, società controllata al 100% dal Gruppo Greenthesis. L’impianto – autorizzato dalla Provincia di Padova ai sensi dell’art. 208 del D.lgs. 152/2006 e della L.R. 3/2000 e finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – nasce per valorizzare gli scarti tessili e trasformarli in materie prime seconde destinate a nuovi utilizzi produttivi, in coerenza con i principi dell’economia circolare.

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Dallo sfrido alla fibra rigenerata

L’impianto intercetta principalmente scarti tessili pre-consumo (sfridi di lavorazione e prodotti invenduti) avviandoli a processi di recupero e valorizzazione. Il cuore del trattamento è la rigenerazione delle fibre: attraverso la sfilacciatura e la separazione delle impurità (parti metalliche come zip, bottoni e borchie), il materiale viene ricondotto a fibra riutilizzabile nel settore di origine sotto forma di materia prima seconda di elevata qualità.

Le fibre e i semilavorati così ottenuti possono trovare applicazione nella filatura e nella produzione di tessuto non tessuto (TNT), materiali isolanti e imbottiture. Secondo il progetto, l’impianto è in grado di avviare a recupero fino al 95% dei materiali in ingresso, riconducendo lo scarto a risorsa certificata secondo i criteri dell’End of Waste.

Tracciabilità e logistica digitale

A supporto delle attività operative è previsto un sistema digitale per la gestione dei conferimenti e della logistica, corredato da strumenti di tracciabilità dei materiali lungo l’intera filiera del recupero. Il progetto contempla inoltre un’applicazione dedicata per pianificare i ritiri, consultare i codici CER accettati e monitorare in tempo reale il percorso dei rifiuti, insieme a un Digital Passport che raccoglie le informazioni tecniche, chimiche ed ecologiche relative alle fibre trattate, a garanzia della trasparenza lungo l’intero ciclo.

L’inaugurazione

La cerimonia si è aperta con gli interventi dell’amministratrice delegata di Greenthesis, Simona Grossi, e di Marco Sperandio, responsabile del Gruppo per la gestione dei rifiuti urbani, seguiti dai saluti istituzionali del sindaco di Sant’Urbano Dionisio Fiocco, del vicepresidente della Provincia di Padova Michele Sigolotto e dell’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini. Sono intervenuti anche Roberta Toffanin, componente esperta del MASE, il direttore generale di ARPAV Loris Tomiato e Piero Decandia per Legambiente Veneto, oltre ad Aulo Magagni, progettista della discarica. Gli aspetti tecnici dell’impianto sono stati illustrati dalla project manager Khadija Ajmi, prima della visita guidata alle aree produttive.

“L’avvio di questo impianto rappresenta un ulteriore passo nel percorso di sviluppo delle attività del Gruppo orientate alla valorizzazione delle risorse e alla transizione verso modelli industriali sempre più circolari — ha dichiarato Simona Grossi —. Il recupero dei materiali tessili costituisce una delle sfide più rilevanti per il settore e richiede competenze tecnologiche, capacità impiantistiche e soluzioni innovative in grado di coniugare sostenibilità ambientale ed efficienza industriale”.

Il nuovo impianto si innesta su un sito storico della gestione rifiuti veneta: la discarica di Sant’Urbano, attiva dal 1990 e qualificata dalla Regione come Discarica Tattica Regionale, dotata anche di un impianto di recupero energetico alimentato dal biogas. L’iniziativa risponde alla crescente pressione normativa europea sul recupero e il riciclo dei rifiuti tessili, un comparto chiamato a sviluppare modelli di gestione delle risorse sempre più sostenibili.