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Parte la bonifica dell’ex Selca

EX-SELCA
@Lombardia Notizie

A Forno Allione, nel comune di Berzo Demo, parte la prima fase operativa della bonifica dell’area industriale dismessa. Circa 5.000 tonnellate di rifiuti speciali saranno trasferite in Germania con 150 viaggi. Complessivamente nel sito sono presenti circa 55.000 tonnellate di materiali e per la bonifica sono stimati 24 milioni di euro

Dopo anni di stallo, la bonifica dell’ex Selca di Forno Allione, nel territorio di Berzo Demo, in provincia di Brescia, entra nella fase della rimozione fisica dei rifiuti. Il primo camion diretto in Germania è programmato per oggi, 30 settembre: a bordo ci saranno i primi materiali destinati a un impianto specializzato di Heringen, nel Land dell’Assia, dove le scorie saranno messe in sicurezza.

L’intervento rappresenta il primo passo concreto di un’operazione di risanamento particolarmente complessa per quantità e caratteristiche dei materiali presenti nell’ex stabilimento.

Un sito industriale con 55.000 tonnellate di rifiuti

La vicenda dell’ex Selca si trascina dal 2010, anno del fallimento della società che operava nello stabilimento di Forno Allione. Da allora, nell’area industriale dismessa sono rimasti ingenti quantitativi di materiali derivanti dalle attività svolte in passato.

Le stime più recenti indicano in circa 55.000 tonnellate la quantità complessiva di rifiuti ancora presenti nel sito. La loro gestione costituisce il nodo centrale della bonifica, sia per le caratteristiche dei materiali sia per la necessità di individuare impianti in grado di riceverli e trattarli in condizioni di sicurezza.

Le caratterizzazioni effettuate nel corso degli anni hanno evidenziato, tra gli altri contaminanti, la presenza di fluoruri, cianuri, cromo VI, cloruri di rame e idrocarburi policiclici aromatici. Per i fluoruri sono state rilevate concentrazioni particolarmente elevate, fino a circa 100.000 mg/kg.

La composizione dei rifiuti ha contribuito a rendere complessa l’individuazione di una destinazione idonea. Nel corso degli anni sono state infatti valutate diverse soluzioni, anche oltreconfine, senza arrivare immediatamente a un percorso operativo.

La prima tranche: 5.000 tonnellate

La fase che prende avvio ora riguarda circa 5.000 tonnellate di rifiuti speciali. Per la loro rimozione sono stati messi a disposizione 2,1 milioni di euro dalla Curatela fallimentare. Il materiale sarà trasferito dall’ex Selca all’impianto di Heringen, in Germania. Per completare questa prima tranche sono previsti circa 150 viaggi tra Berzo Demo e la destinazione tedesca.

La scelta di procedere con il trasferimento oltreconfine è legata alla necessità di individuare una struttura specializzata e autorizzata a ricevere e mettere in sicurezza le scorie. Il trasporto costituisce quindi una componente significativa dell’intervento, che comprende le operazioni di movimentazione, confezionamento e avvio a destinazione dei materiali.

La partenza del primo camion segna così il passaggio da una fase prevalentemente amministrativa e progettuale alla gestione diretta dei rifiuti presenti nell’area.

Fluoruri e cianuri, il nodo della contaminazione

La criticità ambientale dell’ex Selca non è riconducibile soltanto alla presenza dei rifiuti nei capannoni. Nel corso delle indagini ambientali è stata analizzata anche la possibile interazione tra i materiali presenti nell’area, il sottosuolo e la falda.

Le indagini hanno evidenziato la presenza di un orizzonte di riporto antropico nel sottosuolo, in alcuni punti con spessori rilevanti, mentre il monitoraggio delle acque sotterranee ha registrato nel tempo superamenti delle concentrazioni soglia per alcuni parametri, tra cui i fluoruri.

Nel 2023 è stata inoltre attivata una messa in sicurezza d’emergenza della falda, attraverso un sistema di Pump & Treat. Il sistema prevede l’emungimento delle acque sotterranee mediante sette pompe e il successivo trattamento prima dello scarico nel torrente Allione.

La rimozione dei rifiuti rappresenta quindi un passaggio fondamentale anche nella prospettiva di ridurre la possibile fonte di contaminazione e di procedere verso una gestione complessiva del sito.

24 milioni per completare la bonifica

I 2,1 milioni di euro messi a disposizione dalla Curatela consentono di affrontare soltanto una prima parte dell’intervento. Per la rimozione dell’intero quantitativo di rifiuti e la completa bonifica dell’area la stima economica complessiva è di circa 24 milioni di euro.

Attualmente le risorse disponibili ammontano a circa 19 milioni di euro, grazie alla somma di finanziamenti provenienti da diversi soggetti e strumenti.

A queste risorse si sono aggiunti nel 2026 10 milioni di euro stanziati da Regione Lombardia nell’ambito dell’Accordo per lo sviluppo e la coesione. Il finanziamento regionale è destinato alla prevenzione della contaminazione attraverso la rimozione dei rifiuti presenti nell’ex Selca.

Il quadro finanziario deve quindi accompagnare una rimozione che, per dimensioni, non può essere esaurita con la prima tranche da 5.000 tonnellate.

Una bonifica per fasi

L’avvio del trasferimento verso Heringen costituisce dunque una prima fase di un intervento molto più ampio. Dei circa 55.000 tonnellate di rifiuti presenti nell’ex stabilimento, ne saranno movimentate inizialmente 5.000, con un’operazione che richiederà circa 150 trasporti.

La complessità dell’intervento deriva dalla combinazione di più fattori: la quantità dei materiali, la loro caratterizzazione chimica, la necessità di garantire condizioni di sicurezza durante movimentazione e trasporto e l’individuazione di impianti idonei alla loro gestione.

Per un sito fermo da anni, la partenza dei primi carichi rappresenta quindi un passaggio operativo rilevante. L’obiettivo finale rimane la rimozione dei rifiuti, la messa in sicurezza ambientale dell’area e il successivo recupero del sito industriale, attraverso un percorso che dovrà necessariamente procedere per fasi e in funzione delle risorse disponibili.