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Bergamo: demolizioni e bonifica nell’area ex Reggiani

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Hanno preso il via in questi giorni le operazioni di demolizione e bonifica nell’ex stabilimento industriale Reggiani di Bergamo, una vasta porzione di territorio urbano dismesso da oltre vent’anni. Obiettivo: mettere in sicurezza l’area e avviare la successiva fase di rigenerazione urbana.

Contesto e significato dell’intervento

L’ex Reggiani, un complesso produttivo abbandonato da decenni nel quartiere di Redona a nord della città, ha rappresentato per anni un polo di degrado e di criticità legate alla sicurezza pubblica e all’abbandono industriale. Il nuovo ciclo di lavori, partito nella settimana di fine gennaio 2026, costituisce una tappa decisiva nella trasformazione del sito, segnando l’inizio concreto di un progetto che integra bonifica, demolizione di strutture obsolete e messa in sicurezza del terreno e degli edifici non più utilizzabili.

Le operazioni di demolizione riguardano in particolare edifici ritenuti pericolosi all’interno dell’area di 100mila metri quadrati; la prima “pinzata”, ovvero l’azione simbolica di avvio dei lavori con macchinari di demolizione, è stata eseguita su strutture di proprietà della società Crs Impianti e Costruzioni.

La bonifica ambientale come precondizione per la rigenerazione

Il tema della bonifica ambientale è centrale in questo intervento: trattandosi di un sito industriale storico, precedentemente utilizzato per attività manifatturiere, devono essere effettuate analisi del terreno e interventi di rimozione di materiali potenzialmente contaminanti prima di poter destinare l’area a nuove funzioni urbane. La presenza di Arpa, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, è prevista nella fase di conferenza dei servizi propedeutica alle autorizzazioni, proprio per garantire che i lavori rispettino le normative ambientali e di sicurezza.

Il destino urbanistico dell’area

Parallelamente alla fase di demolizione e bonifica si sta definendo il quadro del riuso urbano del sito. La porzione settentrionale del comparto, circa 50mila metri quadrati, è stata acquisita da Crs Impianti e Costruzioni e ospiterà la nuova sede aziendale; il progetto dell’edificio è stato affidato a un architetto di fama internazionale, la cui firma punta a coniugare funzionalità e valore architettonico nel recupero dell’area.

La parte meridionale dell’ex complesso, acquisita dal Gruppo Manzi, è invece destinata a funzioni residenziali e servizi, secondo il piano di rigenerazione urbana delineato con il Comune di Bergamo. Questa diversa destinazione d’uso richiede un percorso autorizzativo distinto, ma strettamente integrato con le operazioni di sicurezza e bonifica.

Implicazioni sociali e urbanistiche

L’avvio dei lavori all’ex Reggiani non è solo un fatto edilizio: rappresenta una risposta concreta a un problema di lunga data legato alla presenza di aree industriali dismesse all’interno dell’area urbana bergamasca. Per l’amministrazione comunale, l’intervento è un passo rilevante in una strategia più ampia di rigenerazione urbana che mira a restituire qualità, sicurezza e nuove funzioni a porzioni di città marginali o non utilizzate