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Demolizione dell’ex Baribbi di Brescia

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A Brescia è iniziata la demolizione dell’ex Baribbi, l’imponente complesso industriale dismesso nel quartiere San Polo, per anni simbolo di degrado nell’area est della città. L’avvio delle ruspe segna il passaggio dalla lunga fase di ipotesi urbanistiche a un intervento concreto di smantellamento e messa in sicurezza.

Il comparto, esteso su circa 40 mila metri quadrati tra via San Polo, via Tiepolo e via Lonati, ospita l’edificio noto come “palazzo di vetro”, caratterizzato da ampie superfici vetrate e dalla presenza di materiali contenenti amianto. Negli ultimi anni l’area era diventata un vuoto urbano: struttura degradata, infiltrazioni, intrusioni e progressivo deterioramento.

Dal 2010 si sono succedute diverse proposte di riconversione (funzioni direzionali, spazi per il terziario avanzato, ipotesi miste residenziale-commerciale) senza mai arrivare all’apertura di un cantiere.

La fase operativa

La proprietà, Alba Leasing, ha affidato i lavori di demolizione e bonifica a Unica Spa, mentre l’azienda bresciana Remed cura le certificazioni sulle emissioni. L’intervento prevede:

  • rimozione controllata delle parti strutturali;
  • bonifica dell’amianto con procedure certificate e personale specializzato;
  • demolizione progressiva dell’involucro e delle strutture portanti;
  • successiva pulizia e livellamento dell’area.

La gestione dell’amianto rappresenta la fase più delicata sotto il profilo tecnico e sanitario. L’operazione richiede confinamento, smontaggio selettivo e tracciabilità dei rifiuti speciali prodotti, nel rispetto della normativa ambientale e di sicurezza sul lavoro. Solo al termine di questa fase il sito potrà essere considerato effettivamente pronto per una nuova destinazione.

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Trattativa urbanistica e scenari futuri

Parallelamente alla demolizione è in corso il confronto con Palazzo Loggia per definire il perimetro urbanistico del futuro intervento. Il Piano di governo del territorio prevede una componente commerciale limitata (circa 1.500 metri quadrati), ma il nodo centrale riguarda l’equilibrio tra residenziale, servizi e terziario. La proprietà non dovrebbe sviluppare direttamente il nuovo progetto, ma predisporre l’area per una successiva valorizzazione sul mercato.