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Fanghi, biogas e calore: il servizio idrico come leva energetica

CAP EVOLUTION

Nel servizio idrico, la valorizzazione energetica dei fanghi ha aperto una nuova frontiera per i depuratori. Non più soltanto infrastrutture dedicate al trattamento delle acque reflue, ma asset industriali in grado di produrre energia, ridurre i consumi interni e interagire con reti e utenze esterne. In questa prospettiva, la digestione anaerobica dei fanghi non rappresenta soltanto una fase del processo depurativo, ma il punto di partenza di una filiera che può generare elettricità, calore e, in alcuni casi, anche energia frigorifera.

È in questo quadro che si collocano i progetti sviluppati da CAP Evolution, la società di Gruppo CAP che opera nel waste, wastewater ed energy, negli impianti di Peschiera Borromeo e Rozzano, dove la valorizzazione del biogas prodotto dai fanghi si traduce in due applicazioni diverse ma complementari: da un lato la produzione integrata di calore e freddo, dall’altro l’interconnessione energetica tra depuratore e rete di teleriscaldamento. Due casi che mostrano come il servizio idrico possa assumere un ruolo nuovo nella transizione energetica, contribuendo non solo alla chiusura del ciclo idrico, ma anche a quella del ciclo energetico.

PESCHIERA BORROMEO: CALORE E FREDDO DAI FANGHI

Il caso di Peschiera Borromeo rappresenta uno degli esempi più avanzati di valorizzazione energetica applicata alla depurazione. Qui il biogas generato dalla digestione anaerobica dei fanghi viene impiegato in cogenerazione per produrre energia elettrica destinata all’autoconsumo dell’impianto e calore utile per la rete di teleriscaldamento.

Il valore del progetto non risiede soltanto nella tecnologia adottata, ma nella logica di integrazione che lo sostiene. L’elemento distintivo del sistema è la capacità di estendere questa filiera anche alla produzione di energia frigorifera. Nei mesi estivi, infatti, il calore recuperato viene utilizzato attraverso un gruppo ad assorbimento per generare freddo, rendendo possibile un impiego continuativo dell’energia prodotta durante l’intero arco dell’anno.

In questo modo, l’impianto supera uno dei limiti tipici delle reti termiche – la stagionalità della domanda – e riesce a utilizzare in modo continuo l’energia prodotta. Il risultato è un sistema che ottimizza l’impiego dell’energia recuperata lungo tutto l’anno, adattandosi alle esigenze del territorio e massimizzando l’efficienza complessiva.

L’energia prodotta alimenta non solo il depuratore e altri asset collegati, ma anche utenze esterne, tra cui edifici pubblici, spazi commerciali e residenziali. Il beneficio è duplice: da un lato si riducono i costi energetici associati al funzionamento dell’infrastruttura e delle utenze servite; dall’altro si genera un impatto ambientale misurabile, con una riduzione stimata di circa 2.800 tonnellate di CO₂ all’anno.

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ROZZANO: PIÙ MATERIA, PIÙ ENERGIA

Se Peschiera mostra l’esito più avanzato della valorizzazione del biogas, Rozzano agisce a monte della filiera, rafforzando la capacità del sistema di produrre energia a partire da una maggiore disponibilità di materia organica.

Il progetto di potenziamento dell’impianto ha trasformato il depuratore in una piattaforma integrata capace di trattare oltre 100.000 tonnellate annue di rifiuti liquidi non pericolosi, oltre ad altre matrici organiche. L’obiettivo è incrementare la produzione di biogas e, di conseguenza, la disponibilità di energia recuperabile all’interno del sito.

In questo caso, l’aumento della produzione di biogas si inserisce in un modello più ampio di interconnessione infrastrutturale, basato sullo scambio termico ed elettrico con la centrale di teleriscaldamento locale.

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PIÙ INTERCONNESSIONE

Il depuratore di Rozzano, infatti, è interconnesso sia termicamente sia elettricamente con la centrale di teleriscaldamento del Comune di Rozzano. Il sistema supera una logica tradizionale di autosufficienza energetica del singolo impianto e introduce una configurazione in cui più infrastrutture dialogano e si scambiano energia in modo dinamico.

Da un lato, la centrale di teleriscaldamento fornirà al depuratore energia elettrica prodotta dal proprio cogeneratore, consentendo di coprire il fabbisogno dell’impianto anche in vista dei futuri incrementi di capacità. Contestualmente, la rete di teleriscaldamento metterà a disposizione energia termica per stabilizzare la temperatura dei digestori anaerobici, migliorando le condizioni operative del processo biologico.

Dall’altro lato, il depuratore restituirà al sistema il calore ad alta temperatura derivato dalla valorizzazione del biogas, che verrà immesso nella rete di teleriscaldamento comunale, contribuendo con una quota di energia completamente rinnovabile. Si configura così un modello bidirezionale, in cui l’energia non viene semplicemente prodotta e distribuita, ma continuamente scambiata e ottimizzata tra gli impianti.

I benefici si articolano su più livelli. Dal punto di vista energetico, la stabilità termica dei digestori consente di migliorare la resa del biogas e quindi l’efficienza complessiva del processo di depurazione. Sul piano economico, la connessione diretta con il cogeneratore permette di ridurre i costi legati all’approvvigionamento energetico. Sul fronte ambientale, l’immissione di calore rinnovabile nella rete consente il riconoscimento delle Garanzie di Origine, contribuendo agli obiettivi di riduzione delle emissioni.

Il progetto prevede già ulteriori sviluppi, tra cui l’integrazione di pompe di calore per il recupero dell’energia termica residua delle acque trattate, con una stima di circa 9.000 MWh annui di calore rinnovabile addizionale. Un passaggio che rafforza ulteriormente il ruolo del depuratore come hub energetico e amplia il potenziale di recupero della filiera.

L’INFRASTRUTTURA CAMBIA FUNZIONE

Il modello sviluppato da CAP Evolution suggerisce una trasformazione più ampia: quella delle infrastrutture ambientali in piattaforme energetiche e industriali.

Peschiera dimostra che è possibile produrre e distribuire energia rinnovabile a partire dai fanghi. Rozzano, con l’interconnessione, dimostra che questa energia può essere integrata in reti più ampie, creando sistemi resilienti e interconnessi. Il punto non è solo il recupero energetico del fango, ma la nuova funzione industriale attribuita al depuratore: non più soltanto impianto di trattamento, ma infrastruttura capace di produrre valore energetico per il territorio.

CAP EVOLUTION: INTEGRAZIONE TRA SERVIZIO IDRICO, RIFIUTI ED ENERGIA

I progetti di Peschiera e Rozzano si inseriscono in una strategia industriale che ridefinisce il perimetro operativo di Gruppo CAP. Non più solo gestione del servizio idrico, ma costruzione di una piattaforma integrata che combina acqua, rifiuti ed energia.

I numeri descrivono una realtà già strutturata: 380 milioni di metri cubi di reflui trattati ogni anno, oltre 85.000 tonnellate di fanghi gestiti senza ricorso alla discarica, una quota significativa di riutilizzo delle acque reflue (45.4%) e un sistema di recupero dei materiali che trasforma gli scarti in risorse.

“Rifiuti e scarti devono essere considerati materie prime da cui ricavare nuove risorse” questo il punto chiave della strategia di CAP Evolution, che guida le scelte industriali del Gruppo.

L’obiettivo è chiaro: aumentare progressivamente l’autonomia energetica, fino a coprire una quota rilevante dei consumi attraverso fonti rinnovabili prodotte internamente. In questo percorso, il biogas da fanghi e la sua integrazione con il teleriscaldamento rappresentano uno degli asset più promettenti.

I NUMERI DEI DUE IMPIANTI DI PESCHIERA E ROZZANO

Il depuratore di Peschiera Borromeo è il primo impianto in Italia capace di produrre simultaneamente energia termica e frigorifera a partire dal biogas generato dai fanghi di depurazione.

Il sistema si basa su una filiera energetica interna:

  • digestione anaerobica dei fanghi;
  • produzione di biogas;
  • cogenerazione per la produzione di elettricità e calore;
  • utilizzo del calore per alimentare la rete di teleriscaldamento.

L’elemento distintivo è l’integrazione di un gruppo frigorifero ad assorbimento, che consente di trasformare il calore in energia frigorifera durante i mesi estivi, producendo acqua refrigerata a circa 7°C. In questo modo l’energia viene utilizzata lungo tutto l’arco dell’anno, aumentando l’efficienza complessiva del sistema.

Le prestazioni sono significative:

  • circa 1 GWh/anno di energia termica e 585 MWh/anno di energia frigorifera;
  • -2.800 tonnellate di CO₂/anno;
  • riduzione dei costi energetici per le utenze fino al 20%.

Il progetto di Rozzano agisce su un livello complementare: offrire un servizio al territorio e creare un sistema energetico integrato capace di scambiare energia elettrica e termica.

Il potenziamento dell’impianto ha visto infatti:

  • il trattamento di oltre 104.000 tonnellate/anno di rifiuti liquidi non pericolosi;
  • 3.000 tonnellate/anno di ulteriori flussi di rifiuti organici, inclusi alimentari confezionati;
  • utilizzo dei biodigestori esistenti per incrementare la produzione di biogas.

Questo intervento trasforma il depuratore in una bioraffineria urbana, in grado di integrare depurazione, trattamento rifiuti ed energia. L’obiettivo è duplice: aumentare l’autosufficienza energetica e ridurre i consumi, in un’ottica di economia circolare.

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