Home Rifiuti Gestione rifiuti, Regione Lombardia: Programma da 8 milioni per tutelare territori

Gestione rifiuti, Regione Lombardia: Programma da 8 milioni per tutelare territori

Cattaneo: accolte istanze dei Comuni, non saranno soli

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo, ha approvato il Programma annuale di intervento per l’attuazione di misure di prevenzione connesse ad attività di gestione rifiuti. Un piano che vede Regione Lombardia mettere a disposizione dei territori, in base a quanto previsto dall’articolo 17 bis, comma 6 della legge regionale 26/2003, 7.926.841,13 di euro.

Scongiurare pericoli ambientali

Si tratta di interventi su aree di stoccaggio di rifiuti che possono rappresentare un pericolo per la salute. A valle di episodi criminosi, di incendi o di abbandono di rifiuti non autorizzati. Lo stanziamento ha come scopo primario quello di prevenire il verificarsi di fenomeni di pericolo ambientale. E anche rischi di inquinamento ed emergenze sanitarie connesse alle attività di gestione dei rifiuti.

Pronta risposta a richieste dei Comuni

“Con questo intervento – ha spiegato l’assessore Cattaneo – Regione Lombardia accoglie le istanze delle Amministrazioni comunali che hanno sul loro territorio delle situazioni di pericolo a cui da sole non riescono a far fronte. Ancora una volta la Regione non si sottrae al proprio ruolo sussidiario, recependo le richieste di finanziamento che arrivano dal territorio”.

Regione in campo per salute cittadini e difesa territori

“Regione Lombardia – ha sottolineato l’assessore Cattaneo – conferma la sua attenzione all’ambiente. Ma anche alle necessità dei Comuni relativamente alla tutela di salute e territorio”. “La difesa dell’ambiente e la salute – ha concluso – sono capisaldi dell’azione della Regione e dell’Assessorato e li traduciamo, con questo programma, in azioni concrete”.

I beneficiari

A beneficiare del finanziamento, per rimozione e smaltimento rifiuti, sono i Comuni di:

– Gambolò (PV), per l’ex Metal Plast, con un contributo di 916.353 euro;
– Corteolona e Genzone (PV), per l’area capannone Neive, con 1.240.000 euro;
– Ossona (Città Metropolitana di Milano), per l’area di via Toscanini 8, con 1.257.953 euro;
– la Città Metropolitana di Milano, per l’area di via Chiasserini a Milano, cui sono destinati 816.535,13 euro.

Quasi 4 milioni a Vizzolo

Al Comune di Vizzolo Predabissi (Città Metropolitana di Milano), per la messa in sicurezza della discarica in località Cascina Montebuono, vengono destinati 3.696.000 euro. La delibera di Giunta recepisce gli atti di programmazione economico-finanziaria e individua le risorse e sostiene le spese operative.

Proposte dei Comuni e misure dell’Assessorato

Le azioni contenute nel programma sono la sommatoria di interventi proposti dal territorio e di misure che sono al centro dell’attenzione della Regione.

I nuovi interventi

Il programma annuale, alla conferma dell’intervento di Vizzolo Predabissi, aggiunge, quindi, quattro nuove azioni:

Comune di Gambolò (PV) – ex Metalplast srl

Si tratta di un’area in cui la società Metal Plast Srl, fallita nel 2007, svolgeva l’attività di recupero dell’alluminio granulare, tramite operazioni di macinazione e combustione di rifiuti non pericolosi costituiti da sfridi o scarti di imballaggi in alluminio e poliaccoppiati di carta, plastica e metalli.
Attualmente l’area è caratterizzata dal deposito di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Tra i quali manufatti in cemento-amianto (385 tonnellate) in cattivo stato di conservazione. Gli altri materiali sono costituiti da 2.220 metri cubi di rifiuti poliaccoppiati di alluminio e polveri di abbattimento dei fumi in big-bags danneggiati (2.645 metri cubi). Oppure stoccate in cumuli (1.122 metri cubi). Inoltre, sono presenti rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione, in legno, in plastica, pneumatici fuori uso e scarti in gomma, bombole di gas e rifiuti ingombranti.

Ripristino sito

Il progetto predisposto dal comune di Gambolò è volto al ripristino del sito dal punto di vista ambientale e sanitario. E questo tramite la rimozione e lo smaltimento delle coperture in cemento amianto e degli altri rifiuti stoccati. Completati gli interventi di rimozione e smaltimento, si procederà alle attività di indagine ambientale preliminare, in contraddittorio con Arpa, mediante il campionamento delle matrici ambientali potenzialmente impattate dalla presenza dei rifiuti.

Comune di Corteolona e Genzone (PV) – area capannone Neive

Si tratta di un capannone industriale utilizzato come deposito abusivo di rifiuti. Che è stato interessato da un incendio di natura dolosa. Durante il quale una porzione del capannone è collassata.
I rifiuti presenti, parte dei quali combusti, dalle indagini preliminari sono classificabili come pericolosi. Si rinvengono plastiche, gomme, imballaggi vari, vetro, carta, ingombranti e rifiuti assimilabili a rifiuti solidi urbani frammisti a rifiuti di vario genere non codificabili, macerie e rottami metallici derivanti sia dal crollo del capannone sia di altra origine. I rifiuti hanno volumetria di circa 2000 metri cubi e occupano un’area di 3500 metri quadrati. Sono privi di imballaggio, si presentano sia in cumuli che sparsi e sono poggiati su suolo nudo.

La pericolosità

La pericolosità è dovuta alla natura dei rifiuti abusivi e al loro stato. Per cui non si esclude il rischio di dispersione delle polveri.
Il progetto predisposto prevede la rimozione dei rifiuti e il loro conferimento a impianti autorizzati off-site. Al fine di eliminare potenziali rischi per i residenti e per l’ambiente e consentire le successive fasi di indagine ambientale delle matrici potenzialmente impattate.

Comune di Ossona (MI) – area di via Toscanini 8

Il compendio immobiliare della società Cast srl, fallita nel 2019, è in disuso da anni. In precedenza, il sito produceva lampade e minuteria elettrica.
Le criticità riscontrate sono riconducibili alla notevole presenza di rifiuti non smaltiti ai sensi di legge e non posti adeguatamente in sicurezza, con elevato rischio di incendio. Nel progetto è stimata la presenza di circa 1.000-1.200 tonnellate di rifiuti misti non pericolosi. Composti da scarti di lavorazione, stracci, plastiche, carta e cartone, gomma, legno e la presenza di circa 150-250 tonnellate di rifiuti pericolosi.

Sostanze pericolose

Oltre ai rifiuti misti, se ne rinvengono anche di pericolosi: 90-100 metri cubi di toner esausti in big bags, 30 metri cubi di lana di roccia e circa 5 metri cubi di olii esausti in fusti. In forma sfusa sono presenti anche 25-30 metri cubi di legname (pallet e simili).
Il progetto è volto a eliminare il pericolo di incendio e a mettere in sicurezza l’area in due fasi: messa in sicurezza dell’intera area e rimozione dei rifiuti del capannone A e rimozione dei rifiuti nel restante compendio immobiliare.

Città Metropolitana di Milano – area di via Chiasserini Milano

Impianto di gestione rifiuti in esercizio. La società IPB srl, proprietaria dell’area, ha rinunciato all’autorizzazione Aia, in data 15 giugno 2017. Diminuendo il quantitativo in deposito preliminare di rifiuti pericolosi e presentando contestuale istanza di autorizzazione, rigettata.
Un incendio doloso ha colpito l’area il 14 ottobre 2018. Ora è presente un accumulo di rifiuti abusivi.
Nel sito ci sono rifiuti smassati non imballati e residui dell’incendio (circa 5.600 metri cubi) o incombusti (circa 2.200 metri cubi). E frammisti a circa 3000 tonnellate di blocchi di cemento e armature in ferro.
Il progetto predisposto dalla Città Metropolitana si articola in quattro fasi. Caratterizzazione e analisi merceologica dei rifiuti; movimentazione dei rifiuti residui da demolizione; copertura con teli e realizzazione di presidi ambientali; rimozione e smaltimento dei rifiuti stoccati all’interno del capannone; spostamento e smaltimento di tutti i rifiuti stoccati all’esterno.

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