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Giornata Internazionale rifiuti zero: focus sullo spreco alimentare

Giornata Mondiale Rifiuti Zero 2026
Photo:©FAO/Miguel Schincariol

La Giornata internazionale dei rifiuti zero, facilitata congiuntamente dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e dal Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani (UN-Habitat), sottolinea l’importanza di rafforzare la gestione dei rifiuti a livello globale e la necessità di promuovere modelli di consumo e produzione sostenibili per affrontare la crisi dell’inquinamento da rifiuti.

Ogni anno l’umanità genera tra 2,1 e 2,3 miliardi di tonnellate di rifiuti solidi urbani. Secondo le stime, senza un intervento urgente, la produzione annuale di rifiuti raggiungerà i 3,8 miliardi di tonnellate entro il 2050.

L’inquinamento da rifiuti minaccia la salute umana, costa all’economia globale centinaia di miliardi di dollari ogni anno e aggrava la triplice crisi planetaria. La crisi del cambiamento climatico, la crisi della natura, la perdita di territorio e biodiversità e la crisi dell’inquinamento e dei rifiuti.

Lo scopo del programma

Il 14 dicembre 2022, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione nella sua settantasettesima sessione per proclamare il 30 marzo Giornata Internazionale dei Rifiuti Zero, da osservare ogni anno. La Turchia, insieme ad altri 105 paesi, ha presentato la risoluzione, in seguito ad altre decisioni di alto livello incentrate sull’inquinamento, come la risoluzione dell’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente “Porre fine all’inquinamento da plastica: verso uno strumento giuridicamente vincolante a livello internazionale”.

Il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e il Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani (UN-Habitat) facilitano congiuntamente l’osservanza della Giornata internazionale dei rifiuti zero.

La giornata porta governi, imprese, comunità e individui a promuovere e abbracciare soluzioni circolari per un ambiente più pulito ed un pianeta sostenibile.

Il tema del 2026: lo spreco alimentare

La ricorrenza di quest’anno è incentrata sullo spreco alimentare, una causa critica ma prevenibile di danni ambientali. Il mondo sta sprecando cibo su scala allarmante, minando la sicurezza alimentare e rallentando i progressi verso un futuro circolare a rifiuti zero. Solo nel 2022 sono state sprecate circa 1 miliardo di tonnellate di cibo, quasi un quinto di tutto il cibo a disposizione dei consumatori.

La perdita e lo spreco alimentare sono una grave minaccia climatica e ambientale. Rappresentano fino al 10% delle emissioni globali di gas serra (GHG), quasi cinque volte le emissioni del settore aeronautico e fino al 14% delle emissioni globali di metano. Affrontare lo spreco alimentare è tra le soluzioni climatiche più convenienti e facilmente realizzabili, in linea con approcci a rifiuti zero che danno priorità alla prevenzione, all’efficienza delle risorse e al cambiamento sistemico.

Per ridurre gli sprechi alimentari è necessario l’intervento dei governi e delle aziende e individui, ognuno dei quali svolge un ruolo distinto e complementare ruolo nel fornire benefici climatici, economici e sociali.

Per superare la crisi dell’inquinamento da rifiuti, governi, aziende e singoli individui devono adottare il principio “rifiuti zero”. L’UNEP e UN-Habitat invitano le parti interessate – tra cui governi, società civile, imprese, mondo accademico, comunità, donne e giovani – a partecipare a iniziative nazionali, subnazionali, regionali e locali a rifiuti zero.