Home Demolizioni Golfo Aranci, 2,5 milioni per demolire la sopraelevata del porto

Golfo Aranci, 2,5 milioni per demolire la sopraelevata del porto

demolizione golfo aranci

La demolizione della sopraelevata stradale che conduce all’area portuale di Golfo Aranci, in provincia di Sassari, entra in una nuova fase. Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato un finanziamento di 2,5 milioni di euro destinato al Comune per procedere alla rimozione dell’infrastruttura, da tempo interessata da gravi problemi di sicurezza strutturale.

Le risorse, inserite nel provvedimento di bilancio regionale, sono ripartite su due annualità: un milione di euro per il 2026 e un milione e mezzo per il 2027. L’obiettivo è intervenire su un’opera che, oltre a presentare condizioni di degrado incompatibili con la sicurezza della circolazione, rappresenta ormai un elemento critico per l’organizzazione della viabilità in prossimità del porto.

Non si tratta soltanto di eliminare una struttura non più funzionale alle esigenze attuali, ma di affrontare un intervento di demolizione in un contesto urbano e infrastrutturale particolarmente delicato, con la necessità di gestire anche i materiali derivanti dalle lavorazioni e il successivo ripristino dell’area.

Le criticità strutturali e la decisione di demolire

La vicenda del cavalcaferrovia si trascina da diversi anni. Già nel novembre 2018, l’Autorità di sistema portuale aveva indicato nella demolizione la soluzione da prendere in considerazione, evidenziando sia le condizioni dell’opera sia il progressivo venir meno della sua funzione originaria.

La sopraelevata, realizzata negli anni Ottanta, era stata concepita per consentire il collegamento stradale attraverso l’area ferroviaria, in una fase in cui Golfo Aranci rappresentava un importante nodo per il traffico ferroviario merci. Con il ridimensionamento delle attività ferroviarie e la trasformazione dell’assetto portuale, l’infrastruttura ha progressivamente perso la propria utilità.

A rendere urgente la decisione sono soprattutto le condizioni strutturali. Un elemento particolarmente significativo emerge dalla documentazione relativa a un emendamento presentato nel 2025 al Consiglio regionale, che quantificava in 2,8 milioni di euro le risorse necessarie per la demolizione, la bonifica dell’area e lo smaltimento dei materiali.

La relazione allegata descriveva un quadro di grave ammaloramento, con lesioni strutturali tali da far temere il distacco di elementi deteriorati e possibili cedimenti degli appoggi delle travi portanti. Una situazione che aveva già determinato, attraverso ordinanze sindacali, la chiusura al traffico sia del cavalcavia sia del tratto stradale sottostante, con ripercussioni sulla viabilità di accesso al porto.

Demolizione, smaltimento e bonifica: un intervento integrato

L’aspetto più interessante per il settore delle demolizioni riguarda proprio l’estensione delle operazioni previste. La documentazione regionale del 2025 non si limitava infatti a prevedere l’abbattimento del manufatto, ma comprendeva esplicitamente tre attività:

  • demolizione dell’opera sopraelevata stradale;
  • smaltimento dei materiali derivanti dalla demolizione;
  • bonifica dell’area interessata dall’infrastruttura.

La relazione tecnica che accompagnava l’emendamento precisava inoltre che la stima economica doveva tenere conto del contesto urbano in cui si trova il manufatto e della presenza di edifici nelle immediate vicinanze.

Si tratta di un aspetto importante nella definizione delle modalità operative: l’intervento dovrà essere organizzato considerando le interferenze con il tessuto urbano, la sicurezza degli edifici e delle persone e la gestione della viabilità circostante.

Al momento, tuttavia, non risultano pubblicate informazioni definitive sulla metodologia di demolizione, sull’eventuale ricorso a mezzi meccanici o ad altre tecniche, né sulla tempistica esecutiva e sulle modalità di affidamento dei lavori. Saranno la progettazione e le successive procedure di gara a definire questi aspetti.

Un tassello della riqualificazione del fronte portuale

La rimozione della sopraelevata si inserisce in un programma più ampio di trasformazione urbanistica e infrastrutturale di Golfo Aranci. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Fasolino, sta lavorando con la Regione Sardegna e Rete Ferroviaria Italiana per recuperare le aree ferroviarie non più utilizzate, migliorare gli accessi al centro abitato e ridefinire i collegamenti tra il paese e il porto.

Il programma comprende anche la riqualificazione di via Libertà, con un intervento finanziato nell’ambito del progetto regionale Le Porte della Sardegna, e il potenziamento delle infrastrutture portuali, con l’obiettivo di affiancare al traffico passeggeri tradizionale nuove attività legate alla nautica e al settore crocieristico.

Sul fronte ferroviario, RFI sta portando avanti un programma di interventi sulla linea Olbia-Golfo Aranci, che comprende il potenziamento delle stazioni e delle fermate, una nuova fermata a Golfo Aranci città e l’elettrificazione della linea. Un processo di riorganizzazione che contribuisce a ridefinire anche il ruolo degli spazi ferroviari nel contesto urbano.

La demolizione del cavalcaferrovia rappresenta quindi uno degli interventi preliminari per la riconfigurazione dell’area portuale: la rimozione di una struttura ormai compromessa consentirà di recuperare superfici e migliorare la continuità degli spazi urbani, superando una barriera fisica che da anni condiziona l’accessibilità e l’immagine del paese.

Per il settore delle demolizioni, l’intervento presenta soprattutto l’interesse di un’opera infrastrutturale da rimuovere in un ambiente urbanizzato, con problematiche strutturali già documentate e un programma che associa all’abbattimento la gestione dei materiali e la bonifica delle aree interessate.