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RAEE e fotovoltaico: la nuova norma per i pannelli solari a fine vita

Con il Decreto legislativo 7 gennaio 2026, n. 2, in vigore dal 24 gennaio 2026, cambia il perimetro della gestione dei RAEE fotovoltaici. Il provvedimento chiarisce che la responsabilità del fine vita dei pannelli solari immessi sul mercato dal 13 agosto 2012 ricade sui produttori, senza distinzione tra impianti domestici e professionali.

Il decreto interviene inoltre su alcune ambiguità del D.lgs 49/2014, separando in modo esplicito i pannelli fotovoltaici dai RAEE storici e precisando che l’obbligo di marchiatura si applica ai moduli immessi sul mercato a partire dalla stessa data. Un passaggio chiave per il settore, chiamato ora a misurarsi con una gestione del fine vita sempre più strutturata.

Decreto legislativo 02/26

Spetta ai produttori la gestione del fine vita dei pannelli solari immessi sul mercato dal 13 agosto 2012, indipendentemente dall’origine domestica o professionale. A dirlo è il Decreto legislativo 02/26, in vigore dal 24 gennaio 2026, che ha recepito la direttiva UE 2024/884 relativa ai rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche – RAEE. La norma, di fatto, è andata a modificare alcuni passaggi del D.lgs 49/2014 che ha introdotto in Italia la disciplina europea sulla gestione dei RAEE, superando alcune ambiguità che avevano dato adito a interpretazioni non sempre uniformi.

L’elemento più rilevante è la separazione netta tra “RAEE storici” e pannelli fotovoltaici:  la categoria dei rifiuti storici riguarda le apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato prima del 13 agosto 2005, o prima del 15 agosto 2018 per le AEE rientranti nell’open scope, ma esclude in modo esplicito i pannelli fotovoltaici.

Un’altra modifica riguarda l’articolo 28 del 49/2014, che “stabilisce l’obbligo per i produttori di apporre un marchio di identificazione sulle apparecchiature elettriche ed elettroniche da immettere sul mercato”. Anche in questo caso il nuovo testo chiarisce che l’obbligo di marchiatura per i pannelli solari si applica a quelli che sono stati immessi sul mercato a partire dal 13 agosto 2012.

Con l’entrata in vigore, dal 24 gennaio 2026, del Decreto legislativo 7 gennaio 2026, n. 2, il legislatore interviene in modo puntuale sulla disciplina dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), recependo la direttiva (UE) 2024/884 e modificando alcuni passaggi chiave del D.lgs 49/2014.
L’obiettivo dichiarato del provvedimento è armonizzare l’ordinamento nazionale agli aggiornamenti europei e chiarire ambiti applicativi che, nel tempo, avevano generato interpretazioni non uniformi, in particolare nel settore del fotovoltaico.

Il perimetro normativo: cosa cambia rispetto al D.lgs 49/2014

Il decreto legislativo n. 2/2026 aggiorna la disciplina RAEE alla luce dell’estensione e delle precisazioni introdotte a livello europeo. La direttiva (UE) 2024/884, infatti, ribadisce che i pannelli fotovoltaici rientrano nel campo di applicazione della normativa RAEE a partire dal 13 agosto 2012, data già rilevante nella precedente cornice europea.

Il recepimento nazionale interviene quindi non tanto introducendo nuovi obblighi ex novo, quanto precisando il regime di responsabilità applicabile ai pannelli solari e la loro collocazione rispetto alle categorie di rifiuti già disciplinate.

Pannelli fotovoltaici e “RAEE storici”: una distinzione esplicita

Uno dei chiarimenti più rilevanti riguarda la nozione di RAEE storici.
Ai sensi del D.lgs 49/2014, sono considerati tali:

  • i rifiuti derivanti da AEE immesse sul mercato prima del 13 agosto 2005;
  • oppure, per le apparecchiature rientranti nell’“open scope”, prima del 15 agosto 2018.

Il D.lgs 7 gennaio 2026, n. 2 chiarisce che i pannelli fotovoltaici non rientrano in questa categoria, confermando l’impostazione della normativa europea: i moduli FV costituiscono una tipologia specifica di AEE, soggetta a un regime autonomo, con una data di riferimento distinta (13 agosto 2012).

In termini operativi, questo significa che i pannelli solari non possono essere assimilati ai RAEE storici nemmeno quando installati da molti anni, se ricadono nel perimetro temporale individuato dalla normativa UE.

Responsabilità estesa del produttore: il principio confermato

Nel quadro delineato dal decreto, la gestione del fine vita dei pannelli fotovoltaici immessi sul mercato a partire dal 13 agosto 2012 rientra nella responsabilità del produttore, secondo il principio della responsabilità estesa già previsto dal D.lgs 49/2014.

Il recepimento della direttiva (UE) 2024/884 contribuisce a chiarire che tale responsabilità non è subordinata alla distinzione tra impianti domestici e professionali, ma discende dalla data di immissione sul mercato del modulo fotovoltaico e dalla sua qualificazione come AEE ai sensi della normativa RAEE.

Si tratta di un passaggio rilevante per un settore che si appresta a gestire volumi crescenti di moduli a fine vita, anche alla luce del forte sviluppo del fotovoltaico registrato nell’ultimo decennio.

Marchiatura delle apparecchiature: precisazioni sull’articolo 28

Il decreto interviene inoltre sull’articolo 28 del D.lgs 49/2014, che disciplina l’obbligo di apporre un marchio di identificazione sulle AEE immesse sul mercato.
Il nuovo testo specifica che l’obbligo di marchiatura si applica ai pannelli fotovoltaici immessi sul mercato a partire dal 13 agosto 2012, allineando in modo esplicito questo adempimento alla data di inclusione dei moduli FV nel campo di applicazione RAEE.

Anche in questo caso, la modifica mira a eliminare incertezze interpretative emerse nella prassi applicativa e nei controlli.

Impatti per produttori, consorzi e filiera del riciclo

Le precisazioni introdotte dal D.lgs 7 gennaio 2026, n. 2 hanno effetti concreti sull’intera filiera:

  • produttori, chiamati a garantire copertura finanziaria e organizzativa del fine vita dei moduli FV;
  • sistemi collettivi e consorzi, che dovranno strutturare la gestione dei flussi in modo coerente con il nuovo quadro normativo;
  • operatori del trattamento e del riciclo, per i quali si consolida un mercato destinato a crescere nei prossimi anni;
  • enti di controllo, che dispongono ora di riferimenti normativi più chiari.

Un passaggio chiave per l’economia circolare del fotovoltaico

Il decreto non rappresenta una rivoluzione normativa, ma un intervento di chiarimento e consolidamento.
Separando in modo esplicito i pannelli fotovoltaici dai RAEE storici e riallineando gli obblighi alla data del 13 agosto 2012, il legislatore rafforza la coerenza tra transizione energetica ed economia circolare, ponendo basi più solide per la gestione del fine vita di una tecnologia destinata a restare centrale nel mix energetico nazionale.

Il testo completo del Decreto legislativo 7 gennaio 2026, n. 2 è consultabile sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 6 del 9 gennaio 2026, mentre la direttiva (UE) 2024/884 è disponibile sul portale EUR-Lex.