Home Rifiuti A fuoco gli impianti di riciclo plastica della Demap nel torinese

A fuoco gli impianti di riciclo plastica della Demap nel torinese

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Nel comparto plastica il rischio incendio ed esplosione è uno degli aspetti cruciali e più complessi. Un volume edito da Wolters Kluwer lo scorso anno analizza la valutazione del rischio proprio per le aziende del settore.

Scuole chiuse e centraline dell’Arpa in allerta, pronte a rilevare la tossicità dell’aria, avvelenata dai fumi dell’incendio che ieri pomeriggio ha devastato impianti e stabilimento della Demap, azienda di selezione rifiuti plastici con sede a Beinasco, prima cintura torinese. La colonna di fumo, alta chilometri sul cielo di Torino, è rimasta a lungo visibile da tutta la Provincia.

Fortunatamente nessun ferito. Intorno alle 15,30 gli operai hanno sentito un boato e il rogo si è sviluppato all’istante: inutile tentare di domare le fiamme, si sono messi immediatamente in salvo e hanno chiamato i soccorsi. 40 vigili del fuoco, con una ventina di mezzi, sono stati impegnati per tutta la notte e oggi proseguiranno con le operazioni di messa in sicurezza. L’incendio è stato bloccato prima che si propagasse ai capannoni attigui.

Sono ancora a livello di ipotesi le cause del rogo. Potrebbe essere stato il corto circuito di un macchinario oppure un problema nella catena di lavorazione delle plastiche, che sarebbe andata in tilt. Demap è parte del Gruppo Acea Roma, impegnata nel riciclo della plastica recuperata dalla raccolta differenziata porta a porta. In particolare gli impianti di Beinasco eseguono la prima selezione del materiale, che si articola in due fasi: la pre-pulizia dai corpi estranei e la separazione delle varie tipologie plastiche che vengono poi stoccate e spedite agli impianti di lavaggio e riciclo. Lo stabilimento è a ciclo continuo, gestisce fino a 75 mila tonnellate di rifiuti l’anno e nel momento dell’incendio erano all’opera i lavoratori di turno.

La natura dei materiali trattati e bruciati nell’incendio desta preoccupazioni, anche se vigili del fuoco e tecnici dell’Arpa hanno accertato che la diffusione nell’aria di particelle inquinanti non avrebbe raggiunto la soglia dell’allarme ambientale. Problemi però ce ne sono stati e le condizioni meteo delle prossime ore saranno determinanti.

Nella serata di ieri, al confine tra Beinasco e Torino, si è registrata un’alta concentrazione di composti organici volatili (solventi, idrocarburi): 120-140 parti per miliardo, a fronte di un valore di fondo compreso tra 90-100. Rilevate anche tracce di acido cloridrico. L’Arpa ha allestito due centraline di rilevamento, una Torino e una a Beinasco, per verificare i livelli di diossina. Nelle prossime ore è prevista una ricaduta di odori nella fascia Sud della città. Il Comune del capoluogo consiglia ai residenti di tenere le finestre chiuse e di uscire solo indossando mascherine Ffpp2.

Per precauzione il sindaco di Beinasco ha deciso di chiudere tre scuole e invita i cittadini a non uscire di casa, se non per stretta necessità.

Nel comparto plastica il rischio incendio ed esplosione è uno degli aspetti cruciali e più complessi. Proprio nelle fasi di ingresso e stoccaggio, molti materiali sono combustibili o infiammabili e il rischio è alto. Sul tema è uscito lo scorso anno un volume edito da Wolters Kluwer; “La valutazione del rischio nel comparto plastica”, di Giuseppina Paolantonio, nella collana “VDR di comparto”.