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Capriano del Colle, verso la conclusione la messa in sicurezza delle scorie al cesio 137

Lavori di messa in sicurezza dell’ex discarica Metalli Capra a Capriano del Colle

Nell’ex discarica Metalli Capra sono stoccate 82.500 tonnellate di scorie radioattive. Realizzato il diaframma perimetrale, capping a buon punto: il Comune punta a chiudere entro fine anno.

Entra nella fase finale la messa in sicurezza permanente dell’ex discarica Metalli Capra di Capriano del Colle, sul Monte Netto, nel Bresciano, dove dalla fine degli anni Novanta sono stoccate 82.500 tonnellate di scorie contaminate da cesio 137, isotopo radioattivo artificiale. Le scorie derivano dalla fusione per errore, negli stabilimenti della ex raffineria, di rottami di alluminio contaminati provenienti dall’Europa orientale. L’azienda è fallita nel 2019 e l’intervento, avviato alla fine del 2024, è finanziato dalla curatela fallimentare.

Diaframma e capping

Il sito è un’ex cava di 74.000 metri quadrati. Lungo il perimetro è stato realizzato un diaframma in cemento profondo circa 30 metri e largo 80 centimetri, che impedisce l’infiltrazione delle acque, mentre la copertura impermeabile superficiale (capping) è completata per circa tre quarti. Il costo complessivo è di 9 milioni di euro, coperti con i ricavi della vendita di due capannoni ex Metalli Capra a Castel Mella e Montirone.

A inizio ottobre il cantiere è stato oggetto di un sopralluogo con il sindaco Stefano Sala, l’ufficio tecnico comunale, ARPA, ATS, la curatela e la direzione lavori, seguito da una riunione in Prefettura. Secondo il sindaco, «tempo permettendo» i lavori potranno chiudersi entro fine anno, in anticipo rispetto alla scadenza di giugno 2027; in caso contrario serviranno «non più di un paio di mesi». Il primo cittadino ha anche osservato che la scarsità di piogge estive ha favorito il ritmo dei lavori.

Dopo la messa in sicurezza

Al percorso partecipano Regione Lombardia, con l’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione, il Comune, ARPA, ATS, la Provincia di Brescia e il Parco Agricolo regionale del Monte Netto. Completati i lavori, si dovrà definire il passaggio di proprietà del sito e individuare l’ente incaricato dei controlli e della manutenzione ordinaria: la gestione dei siti radioattivi resta di competenza regionale, con possibile delega alla Provincia. Si avvia così a chiusura una vicenda iniziata circa 36 anni fa.