
Il piano per l’ex centrale “Eugenio Montale” prevede la demolizione delle due ciminiere metalliche, dei turbogas, dei precipitatori elettrostatici e dell’impianto DeNOx, fino alla quota del piano campagna.
Entra in una nuova fase lo smantellamento dell’ex centrale termoelettrica Enel “Eugenio Montale” della Spezia. Il nuovo piano di dismissione del sito, reso noto a inizio ottobre, prevede la rimozione delle strutture e degli impianti non più funzionali legati alla precedente attività produttiva, con demolizioni spinte fino alla quota del piano campagna, entro i limiti individuati dal progetto.
Gli impianti da demolire
Gli interventi riguardano le due ciminiere in metallo, limitatamente alle porzioni che emergono sopra la copertura del fabbricato caldaia; gli edifici e gli impianti degli ex turbogas dei Gruppi 1 e 2, comprese strutture metalliche, componenti impiantistiche ed ex silenziatori; i precipitatori elettrostatici; l’impianto DeNOx con i relativi condotti. Il piano comprende inoltre l’ex gru a ponte “Zerbinati” nell’area dell’ex sottostazione e il sistema di filtrazione a sabbia dell’area destinata al trattamento delle acque. Restano in corso le attività sulle ultime porzioni del sistema di trasporto del carbone.
La grande ciminiera
La nuova fase si affianca al cantiere più visibile, quello della ciminiera in calcestruzzo, alta in origine 220 metri, la cui demolizione è stata avviata a febbraio. A inizio giugno ne era stata abbattuta oltre la metà, con 107 metri ancora da demolire; nei mesi precedenti erano stati rimossi anche gli scaricatori del carbone e le cisterne per lo stoccaggio della nafta. In quell’occasione il sindaco Pierluigi Peracchini aveva parlato di «un grande risultato per la città», all’interno di un percorso di riqualificazione che dovrà «ridisegnare il futuro di quest’area strategica del nostro territorio».

































































