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Terra dei Fuochi, 200 milioni per le bonifiche

Cumulo di rifiuti abbandonati e in fiamme in un’area della Terra dei Fuochi

Il decreto legge 177 stanzia fino a 200 milioni per Napoli e Caserta. Il commissario Vadalà: rimosse 5.000 tonnellate di rifiuti su 33.000. A Giugliano messa in sicurezza al via entro dicembre.

Fino a 200 milioni di euro per accelerare il risanamento della Terra dei Fuochi, tra le province di Napoli e Caserta. Li prevede il decreto legge n. 177 dell’8 ottobre 2026, approvato dal Consiglio dei ministri il 2 ottobre, che la viceministra dell’Ambiente Vannia Gava ha definito «il più alto stanziamento mai destinato alla bonifica di quest’area».

Lo stato dei lavori

Il commissario unico per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati, il generale Giuseppe Vadalà, ha fatto il punto durante una serie di sopralluoghi. «Da maggio 2025 a oggi sono state portate via 5 mila tonnellate di rifiuti», a fronte di circa 33mila tonnellate stimate complessivamente. A Giugliano in Campania entro dicembre è previsto l’avvio della messa in sicurezza, con la realizzazione di 20 pozzi per l’estrazione del percolato.

Nella discarica di Calabricito, ad Acerra, circa 25mila metri quadrati, è conclusa la caratterizzazione dei suoli: seguiranno approfondimenti, rimozione dei rifiuti e messa in sicurezza. Interventi sono previsti anche a Lo Uttaro, a Caserta, e su due siti ad Aversa, per i quali si valuta il recupero come pista di atletica e caserma dei Carabinieri. Il 20 ottobre è stata inoltre riconsegnata alla città, dopo circa trent’anni, la galleria di Arzano, svuotata dai rifiuti che la occupavano.

Controlli e prevenzione

I recenti incendi di siti di rifiuti ad Airola e a Taverna del Re, nel territorio di Giugliano, hanno riportato l’attenzione sulla prevenzione: la Prefettura ha annunciato più controlli e videosorveglianza, mentre sono stati intensificati i controlli interforze e l’uso di telecamere investigative nelle zone a rischio. Il percorso è seguito anche dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, che a marzo ha riconosciuto i progressi compiuti nell’attuazione della sentenza CEDU del 30 gennaio 2025.