
Accolto il ricorso di Eni Rewind contro l’obbligo di smaltire fuori regione i rifiuti della bonifica. Ora sarà il MASE a decidere sulla destinazione finale di scorie, amianto e materiali TENORM.
Sarà il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a decidere la destinazione finale dei rifiuti della bonifica del SIN di Crotone. Con una sentenza del 6 ottobre, la prima sezione del TAR Calabria ha accolto il ricorso di Eni Rewind contro il vincolo che impone di smaltire fuori dalla Calabria i materiali estratti dalle ex discariche, stabilendo che non si tratta di una prescrizione immodificabile.
Il vincolo e il ricorso
Il vincolo era stato fissato nel 2019 dal provvedimento autorizzatorio regionale (PAUR) ed era stato recepito dal decreto ministeriale del 3 marzo 2020, che ha approvato la fase 2 del progetto operativo di bonifica. Nel 2022 Eni Rewind aveva chiesto una variante con una discarica di scopo all’interno del sito, ma il Ministero aveva chiuso il procedimento con esito negativo nel maggio 2023. La sentenza non autorizza automaticamente la discarica di scopo: il MASE dovrà riaprire l’istruttoria e valutare di nuovo la variante, tenendo conto dell’evoluzione normativa, della tutela ambientale e delle posizioni degli enti locali.
I materiali in questione sono scorie storiche, residui contenenti amianto e materiali con radioattività di origine naturale potenziata dalle lavorazioni industriali (TENORM), provenienti dalle ex discariche dell’area industriale, tra cui l’ex Fosfotec nell’area Farina-Trappeto. A gennaio il ritrovamento di TENORM nell’area dell’ex Pertusola aveva portato alla sospensione degli scavi, ripresi il 28 gennaio su disposizione del MASE solo nelle aree non interessate, con la delimitazione e la messa in sicurezza delle zone contaminate.
I prossimi passi
Sul fronte del cantiere, il CORAP ha rilasciato a Eni Rewind il nulla osta allo scarico delle acque reflue, con autocontrollo su tallio, boro, organoalogenati, solfati e cloruri, un passaggio considerato propedeutico alla conclusione della conferenza di servizi decisoria. Sulla scelta finale peseranno anche le nuove regole europee sulle spedizioni di rifiuti (regolamento Ue 2024/1157), applicabili dal 21 maggio 2026, che rendono più stringenti le condizioni per l’invio all’estero dei rifiuti destinati allo smaltimento.

































































