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Novità e conferme per il biennio 21-22 dalla Legge di Bilancio 2021

Prorogato per gli anni 2021 e 2022 il “bonus pubblicità”, ovvero il credito d’imposta concesso alle imprese che investono in promozione pubblicitaria. Confermati i valori del 2020 e i beneficiari, con qualche modifica al limite di spesa e ai media disponibili.

La legge di bilancio 2021 (L. 30 dicembre 2020, n. 178, comma 608) proroga l’agevolazione “bonus pubblicità” per gli anni 2021 e 2022, confermando il credito d’imposta del 50% sugli investimenti, senza i vincoli di spesa degli anni precedenti.

Gli investimenti ammessi sono quelli su giornali e periodici, anche digitali (escluse radio e TV, locali e nazionali) con un tetto di spesa di 50 milioni di euro annui.

La misura istituita nel 2019 era stata già oggetto di modifica nel corso del 2020. Per sostenere la ripresa a fronte dell’emergenza sanitaria in corso, il decreto Cura Italia (D.L. n. 18 del 17 marzo 2020) e il decreto Rilancio (D.L. n. 34 del 19 maggio 2020) avevano infatti modificato la base di calcolo e la percentuale di investimento: dal 75% sulla spesa incrementale al 50% sulla spesa complessiva.

Le risorse destinate alla misura agevolativa, garantite dal Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, saranno quindi incrementate di 50 milioni di euro sia per l’anno 2021 che per il 2022.

Novità

Per gli anni 2021 e 2022 è possibile ottenere il 50% di credito d’imposta senza necessità del valore incrementale dell’1% rispetto agli investimenti degli anni precedenti.

Sono ammissibili al credito d’imposta gli investimenti per l’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali su giornali quotidiani e periodici, nazionali e locali, in edizione cartacea o digitale, iscritti presso il competente Tribunale, ovvero presso il menzionato Registro degli operatori di comunicazione, e dotati in ogni caso della figura del direttore responsabile”.

La norma esclude quindi le inserzioni su radio e tv (possibili fino all’anno scorso) e ovviamente su siti e/o portali che non hanno un direttore responsabile, l’iscrizione al ROC o al Tribunale.

Conferme

Per il resto, le modalità attuative restano quelle stabilite dal D.P.C.M. 90 del 16 maggio 2018. I soggetti che possono richiedere l’agevolazione sono:

  • imprese (grandi e piccole)
  • lavoratori autonomi
  • enti non commerciali

purché abbiano residenza fiscale in Italia.

I beneficiari ammessi al bonus possono utilizzare il credito solo in compensazione F24: il bonus non prevede rimborsi cash ma appunto “crediti d’imposta” da utilizzare per compensare il pagamento di altri tributi, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Non sono ammesse spese accessorie, di intermediazione o spese che non siano riservate esclusivamente all’acquisto di spazi pubblicitari, anche se legate o funzionali a essi. Il Bonus pubblicità prevede il divieto di cumulo con altre agevolazioni nazionali, regionali o europee e l’agevolazione è concessa nel limite massimo dello stanziamento annualmente previsto e nei limiti dei regolamenti dell’Unione europea in materia di aiuti “de minimis“.

Si attende il provvedimento attuativo

Per beneficiare del bonus pubblicità occorre aspettare la pubblicazione di un apposito provvedimento del dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il documento renderà note le date di apertura sportello per la presentazione delle domande e le modalità con le quali sarà possibile inoltrare la richiesta.