
Agrisfera ha convertito il proprio impianto a biogas: 50mila tonnellate l’anno di biomasse e 3,5 milioni di metri cubi di biometano, interamente acquistati da Marazzi. Investimento di oltre 10 milioni.
Agrisfera ha inaugurato il 2 ottobre a Mandriole, nel Ravennate, il nuovo impianto di produzione di biometano, nato dalla conversione del precedente impianto a biogas. I lavori erano iniziati il 4 luglio 2025 e la prima immissione nella rete Snam è avvenuta il 29 luglio 2026, poco più di un anno dopo l’apertura del cantiere.
Biomasse e produzione
L’impianto tratta circa 50mila tonnellate annue di biomasse, ripartite in quote quasi uguali tra matrici di origine animale e biomassa vegetale dedicata. Il biogas prodotto dalla digestione anaerobica passa alla sezione di upgrading, che lo trasforma in biometano idoneo all’immissione in rete, con una capacità di 400 metri cubi all’ora e una produzione prevista di circa 3,5 milioni di metri cubi l’anno. L’intera produzione è acquistata dal gruppo ceramico Marazzi di Sassuolo, in un settore energivoro e difficile da decarbonizzare. Il digestato in uscita dal processo viene riutilizzato come fertilizzante sui terreni di Agrisfera, chiudendo il ciclo agricolo.
Secondo le stime diffuse in occasione dell’inaugurazione, la sostituzione del gas fossile consentirà di evitare circa 9mila tonnellate di CO2 l’anno. L’investimento supera i 10 milioni di euro, di cui 2,3 milioni da fondi PNRR erogati tramite il GSE.
Alla cerimonia hanno partecipato il presidente di Agrisfera Rudy Maiani, il direttore Giovanni Giambi, il presidente di Legacoop Nazionale Simone Gamberini, il presidente di Legacoop Romagna Paolo Lucchi e il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni. La giornata, aperta alla Fattoria Guiccioli dai saluti di Lorenzo Cottignoli, si è conclusa con il riconoscimento che soci e lavoratori hanno voluto tributare a Maiani per il percorso avviato nel 2009.

































































