
La Commissione europea ha adottato a febbraio nuove misure nell’ambito del regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (Ecodesign for Sustainable Products Regulation – ESPR). Si tratta di un passaggio fondamentale che introduce:
- il divieto esplicito di distruggere gli invenduti nel settore moda (capi di abbigliamento, accessori di abbigliamento e calzature);
- l’obbligo di trasparenza: le aziende dovranno dichiarare pubblicamente quanta merce invenduta viene scartata e in che modo.
Sono misure che vogliono promuovere il riutilizzo e il riciclaggio, al fine di ridurre i rifiuti, limitare i danni ambientali e creare condizioni di parità per le imprese.
I quantitativi di invenduto
L’invenduto rappresenta una quota elevata della produzione. Ogni anno in Europa si stima che il 4-9% dei prodotti tessili invenduti venga distrutto prima ancora di essere indossato. Questo spreco genera circa 5,6 milioni di tonnellate di emissioni di CO₂, un valore quasi equivalente alle emissioni nette totali della Svezia nel 2021.
Previste deroghe
Le nuove misure vanno anche incontro alle imprese e prevedono delle specifiche circostanze per le quali la distruzione sarà consentita:
- per prodotti pericolosi, quindi che possono minare la sicurezza e salute pubblica;
- per prodotti contraffatti che violano la proprietà intellettuale
- per prodotti non conformi al diritto UE
- per prodotti danneggiati per i quali la riparazione non è fattibile o efficace.
Introducono inoltre un formato standardizzato per la comunicazione, da parte delle imprese, dei volumi di beni di consumo invenduti che vengono scartati, nel modo più semplice possibile e senza imporre oneri amministrativi aggiuntivi.
I tempi
Il divieto di distruzione si applicherà alle grandi imprese a partire dal 19 luglio 2026, mentre le imprese di medie dimensioni dovrebbero adeguarsi a partire dal luglio 2030. Le norme sulla divulgazione delle informazioni previste dall’ESPR si applicano già alle grandi imprese e si estenderanno anche alle imprese di medie dimensioni nel 2030.
ESPR
Entrato in vigore nel luglio 2024, l’ESPR mira a migliorare in modo significativo la sostenibilità dei prodotti immessi sul mercato dell’UE, rafforzandone la circolarità, le prestazioni energetiche, la riciclabilità e la durabilità. Si affianca e per certi aspetti integra il percorso del settore tessile verso l’EPR. La Responsabilità Estesa del Produttore infatti affida ai produttori (fabbricanti, importatori e distributori) la responsabilità di occuparsi del fine vita dei loro prodotti attraverso consorzi di filiera come Ecotessili.




























