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Stadio San Siro: un ricorso per fermare la demolizione. Sala frena sulle volumetrie

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L’associazione Gruppo Verde San Siro ricorre al Ministero dei Beni culturali per salvare il Meazza dalla demolizione e lancia una petizione per inserire lo stadio di San Siro tra i beni culturali. Il sindaco Sala dichiara inaccettabili le richieste sui volumi previsti dalla mega cittadella dedicata a sport e divertimento in cui sorgerebbe il nuovo stadio.

Il ricorso dell’associazione muove contro la decisione della Commissione regionale per il patrimonio culturale che ha sancito il “non interesse culturale” del tempio del calcio milanese, dando di fatto il via libera all’abbattimento dello storico stadio.

La demolizione prevista è imponente. A settembre dello scorso anno è stato presentato un piano di lavoro da 235 giorni. Otto mesi per smantellare prima il primo anello, poi il secondo, il terzo, le torri e le coperture. Infine le fondamenta. I dettagli in questo articolo di Recoverweb.

In merito al pronunciamento della Commissione, il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha risposto in modo interlocutorio ma eloquente alla domanda de Il Giorno. L’accordo è più vicino o l’intesa sulle volumetrie è lontana? “A questa domanda dovrebbero rispondere Milan e Inter – è la risposta di Sala – Perché le squadre hanno ben chiaro qual è il massimo di volumi che il Comune può concedere. I club sanno che quello che hanno chiesto finora è impossibile da accettare. Il nodo fondamentale resta questo. Poi ci sono una serie di procedure da adottare prima di poter arrivare in Consiglio comunale. Un esempio: se proponi un centro commerciale, devi essere autorizzato dalla Regione”.

Il progetto dello Sports & Entertainment District

Un campo, due squadre che si fronteggiano, due opposte tifoserie. Nel calcio è sempre così e lo stadio di San Siro non fa eccezione. Da una parte chi lo vorrebbe demolire per costruirne uno nuovo, dall’altra chi preferirebbe ristrutturare. Al centro una “palla” da oltre un miliardo di euro.

Tanto vale il progetto presentato al Comune di Milano dalle due squadre AC Milan e FC Inter (rivali in campo, ma unite per l’occasione) per la costruzione dello Sports & Entertainment District. La proposta insiste sull’intera area del Meazza e il portale ufficiale del progetto la descrive “funzionale ad accrescerne l’attrattività, a garantire fruibilità e vitalità dell’area 365 giorni l’anno e a rendere pienamente sostenibile l’intero intervento, riqualificando un contesto urbano ormai da molti anni privo di identità e con rilevanti fragilità sociali, rispettando la tradizione e la storica vocazione sportiva dell’area”.

La cittadella, sotto l’egida dello sport, sarebbe prima di tutto un centro ricreativo e culturale, con running track, piste ciclabili, palestre, skateboarding park, un campo da calcio e un museo dello sport. Ma anche tre grattacieli, un centro commerciale, una spa, un multisala, un centro congressi. Come osserva Il Fatto Quotidiano, i proprietari dei club sono il fondo speculativo Helliot e il cinese Zhang Jindong, che ovviamente puntano al ritorno dell’investimento. L’articolo di Elledecor commenta i rendering del progetto, che prevede due alternative, elaborate da due diversi studi.

StadioSanSiroProgettoManica-Sportium
Il progetto dello studio Manica-Sportium
StadioSanSiroProgettoPopolous
Il progetto dello studio Popolous

La proposta di ristrutturazione per San Siro

Per realizzare tutto ciò occorre prima demolire le vecchie strutture. Un’operazione complessa sotto molti punti di vista, come sottolineato da Recoverweb in questo articolo.

Prima di dare il via libera all’abbattimento, la giunta comunale voleva sapere se il Meazza avesse qualche valore architettonico. La risposta della commissione – dettagliata da Repubblica – è stata di fatto un “no”.

Ma “Se non ci sono vincoli, allora non c’è nemmeno alcun ostacolo alla ristrutturazione – ha dichiarato il Comitato San Siro al Il Fatto QuotidianoQuindi andremo avanti ancora. Per il nostro Comitato – e insieme a noi, occorre sottolinearlo, molti altri comitati cittadini milanesi – la storia del nuovo stadio è solo una scusa per poter cementificare in un modo ingiustificato e non accettabile”.

La controproposta dei comitati pro-ristrutturazione si fonda su tre motivazioni. Ci sono progetti altrettanto innovativi già presentati in Comune, che valorizzano la storicità del Meazza. Con i soldi risparmiati dalla demolizione e ricostruzione si potrebbe investire sul quartiere San Siro. L’impatto di migliaia di persone al giorno per 365 giorni l’anno è pesante dal punto di vista della sicurezza e della vivibilità del quartiere.

La partita in gioco non rientra in alcun campionato di calcio, ma deciderà le sorti dell’intero quartiere San Siro e del suo possibile futuro. Sia che si muova nella direzione dell’ambizioso Sports & Entertainment District, sia che punti su una riqualificazione conservativa.

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