
Le materie prime critiche sono materie prime di importanza economica caratterizzate da alto rischio di fornitura e stanno assumendo crescente rilevanza in Italia ed Europa.
Minerali e metalli come litio, cobalto, rame e terre rare sono infatti considerati strategici per le tecnologie a supporto della transizione verde e digitale, nonché per gli obiettivi di difesa e dell’aerospazio. Nel corso degli ultimi anni si è delineato un piano d’azione dell’Unione Europea per le materie prime critiche (Mimit, Materie prime critiche).
Dal Critical Raw Materials Act all’attuazione italiana
Con il Critical Raw Materials Act del 2024, l’UE ha definito una cornice normativa unica per garantire un approvvigionamento sicuro, diversificato e sostenibile delle materie prime critiche. Il regolamento individua 34 materie prime critiche di cui 16 anche strategiche, classificate in base alla loro importanza strategica e al loro rischio di fornitura.

Ha inoltre introdotto quattro obiettivi minimi riguardanti la provenienza di questi materiali:
10% da miniereeuropee 40% da trasformazionedi aziende europee |
15% da riciclointerno <65% da un soloPaese terzo |
L’Italia ha adeguato la normativa nazionale con la Legge sulle materie prime critiche (legge n. 115/2024), che istituisce un Programma nazionale di esplorazione, semplifica e accelera le procedure autorizzative per i progetti strategici, rafforza gli strumenti finanziari e prevede il monitoraggio delle catene di approvvigionamento per ridurre le vulnerabilità.
Prosegue l’impegno dell’UE per le materie prime critiche
Nel 2025 il quadro normativo è stato ulteriormente rafforzato da nuove iniziative europee:
Bussola per la competitività
Individua tre esigenze trasformative: 1. innovazione ; 2. sicurezza; 3. decarbonizzazione e competitività. Sottolinea inoltre la necessità di un accesso sicuro alle materie prime critiche.
Clean Industrial Deal
Vede l’economia circolare come uno dei fattori trainanti della crescita e del successo dell’industria dell’Unione europea. Stabilisce alcune iniziative strategiche, come la creazione di una piattaforma UE per l’energia e le materie prime per aggregarne la domanda.
RESourceEU
Prevede la creazione di un Centro europeo per le materie prime critiche che fornisca intelligence di mercato, indirizzi gli investimenti, coordini scorte congiunte e acquisti comuni. L’UE mobiliterà fino a 3 miliardi di euro nei prossimi 12 mesi per sostenere progetti in grado di fornire approvvigionamenti alternativi a breve termine.
Il contributo dell’Osservatorio Circular Economy & Resource Efficiency
In questo contesto, l’Osservatorio Circular Economy & Resource Efficiency 2026 approfondisce il tema delle materie prime critiche e delle relative filiere, analizzando le fasi della catena, le tecnologie utilizzate per il recupero di questi materiali, gli attori coinvolti e il ruolo dei consorzi italiani.
Le analisi si stanno concentrando su:
- aggiornamenti della normativa europea e italiana;
- mappatura dei principali consorzi per materiali;
- analisi della filiera e dei principali operatori in Italia per la gestione del recupero delle materie prime critiche, con particolare focus su fotovoltaico e batterie;
- approfondimento di casi studio e progetti reali.
I risultati verranno presentati durante il convegno di divulgazione dell’Osservatorio, che si terrà durante l’edizione 2026 di Ecomondo, la fiera internazionale di riferimento dei settori della green e circular economy che si tiene ogni anno a novembre a Rimini.


















10% da miniereeuropee
40% da trasformazionedi aziende europee
15% da riciclointerno
<65% da un soloPaese terzo













