Home SaMoTer Landcros Mini premiato a SaMoTer 2026: Hitachi verso il nuovo brand

Landcros Mini premiato a SaMoTer 2026: Hitachi verso il nuovo brand

A Verona il costruttore giapponese ha presentato il concept Landcros Mini, premiato con il Design Award e una menzione tecnica al SaMoTer Innovation Award, e ha spiegato nel dettaglio ai giornalisti la strategia che, dopo l’annuncio del rebranding di ottobre 2025, porterà nell’aprile 2027 al passaggio definitivo dal marchio Hitachi a LandCros.

Sei macchine su 780 metri quadrati di stand, un concept model premiato e una conferenza stampa in cui la parola più ripetuta non è stata “macchina” ma “valore”. Alla scorsa edizione di SaMoTer, in programma a Veronafiere dal 6 al 9 maggio 2026, Hitachi Construction Machinery Europe (HCME) ha allestito lo stand intorno al concetto “The Reliable Orange” per mettere in scena il primo risultato concreto del rebranding annunciato lo scorso ottobre: il debutto del concept excavator Landcros Mini, accompagnato da una spiegazione dettagliata, ai giornalisti presenti, della strategia che porterà l’azienda a cambiare nome in Landcros entro l’aprile del 2027.

La manifestazione veronese, giunta alla 32ª edizione, ha chiuso i battenti con oltre 42.000 operatori professionali in visita, provenienti da 78 Paesi e con una crescita della componente internazionale del 38%. In questo contesto il costruttore giapponese ha ottenuto un doppio riconoscimento al 25° SaMoTer Innovation Award: il Design Award e una menzione tecnica nella categoria escavatori idraulici per il LANDCROS Mini.

Il nuovo corso: da Hitachi a Landcros

Il cambio di marchio era già stato annunciato ufficialmente lo scorso ottobre, con effetto dall’aprile 2027, ma a SaMoTer il presidente e CEO di HCME Francesco Quaranta ne ha ricostruito in conferenza stampa le ragioni di fondo, legate a una progressiva ricomposizione degli assetti proprietari del gruppo giapponese. Hitachi ha ridotto nel tempo la propria quota nella divisione costruzioni dal 50% al 25%, cedendo progressivamente partecipazioni a Itochu, conglomerata finanziaria giapponese orientata a investimenti di lungo periodo. Secondo quanto riferito da Quaranta, è proprio grazie al sostegno di Itochu che HCME ha potuto finanziare l’espansione della propria rete distributiva in Nord America, dopo la fine dell’accordo con John Deere, e aprire una nuova filiale in Africa a supporto dei clienti del settore minerario.

Il messaggio ai concessionari e ai clienti presenti in sala è stato che il cambio di nome non intacca la sostanza dell’offerta: la gamma di macchine manterrà le sigle attuali (uno ZX135 resterà uno ZX135), la colorazione arancione sarà confermata, gli stabilimenti produttivi in Giappone non cambiano e la rete di concessionari italiani rimane la stessa già oggi presente in fiera. Quaranta ha insistito sul fatto che il valore di un marchio non risiede nell’etichetta ma nell’affidabilità costruita negli anni, e che la transizione verso LandCros accompagnerà, più che sostituire, l’eredità Hitachi.

Landcros Mini, il concept che ripensa la cabina

Il protagonista assoluto dello stand è stato il Landcros Mini, concept excavator da 5 tonnellate sviluppato a partire dalla base tecnica dello ZX55U-6. Il progetto capovolge l’approccio tradizionale alla progettazione delle cabine dei mini escavatori: anziché adattare i comandi allo spazio residuo attorno alla struttura, HCME è partita dall’operatore, dai suoi movimenti e dalle sue esigenze quotidiane, recuperando spazio utile nelle zone di ingombro della cabina finora non sfruttate.

Tra le soluzioni più rilevanti segnalate nel comunicato stampa e riprese durante la presentazione: visibilità a 360 gradi dalla cabina; un sistema di comunicazione integrato con altoparlante e microfono direzionale, pensato per il dialogo tra l’operatore in cabina e il collega a terra senza dover tenere aperto il finestrino; un secondo display scorrevole predisposto per l’integrazione di soluzioni di terze parti, tra cui Rototilt; un impianto di illuminazione a LED collegato a sensori esterni, che segnala l’avvicinamento di persone facendo diventare rossa la luce interna della cabina, in alternativa ai tradizionali segnalatori acustici; e lo spostamento del motorino del tergicristallo sul lato destro del parabrezza per migliorare la visuale verso sinistra.

Non mancano dettagli pensati per l’operatore esperto: gradino e maniglione ridisegnati per facilitare la salita e la chiusura della porta dall’interno, pulsantiera dei joystick ergonomica, leve di comando sfilabili per liberare spazio ai piedi, e tre soluzioni di stivaggio distinte – il “Backpack” dietro il sedile, la “Saddle” laterale per stivali e attrezzatura, il “Nest” ricavato nella seduta – oltre a un punto di ricarica per lo smartphone a portata di mano.

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Phygital: dal digitale al fisico

Il concept è stato sviluppato con una metodologia che HCME definisce “phygital”, mutuata dal settore automotive attraverso la collaborazione con l’azienda specializzata Digify: progettazione digitale e realtà aumentata utilizzate per testare e validare il modello prima della realizzazione di qualsiasi componente fisico. Durante la conferenza stampa è stato più volte sottolineato come questo approccio capovolga la sequenza abituale del settore delle costruzioni, dove il prodotto finito arriva tipicamente prima della fase di raccolta del feedback dei clienti.

“Questo concept model è basato sullo ZX55U-6, ma quello che stiamo davvero testando è una nuova filosofia di progettazione”, ha dichiarato Norihiko Kinugawa, Product Manager di HCME, aggiungendo che il riscontro raccolto tra gli operatori a Verona guiderà le scelte ingegneristiche sulla prossima generazione di macchine compatte del marchio.

Landcros Play, la gamification per ascoltare gli operatori

Accanto alle macchine, lo stand ha ospitato l’area interattiva Landcros Play, pensata per raccogliere in forma ludica il feedback di operatori e visitatori su soluzioni e interfacce non ancora disponibili sul mercato. Secondo quanto raccontato dal management, l’iniziativa – che prevede simulatori di guida basati su prove di precisione idraulica e un punteggio giornaliero premiato – evolverà in un videogioco online, con lancio previsto in autunno, e in futuro in strumenti di formazione per i nuovi operatori.

L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato intercettare il gradimento di una nuova generazione di operatori più abituata alle interfacce digitali; dall’altro raccogliere, attraverso l’osservazione diretta e non mediata dai concessionari, indicazioni realistiche su quali soluzioni tecnologiche premiare nello sviluppo futuro dei prodotti.

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Oltre la macchina: partnership tecnologiche e manutenzione predittiva

Il tema “solutions beyond the machine” è stato un altro filo conduttore dell’incontro. HCME ha confermato accordi di partnership con quattro fornitori di sistemi di guida e controllo di precisione (tra cui Leica e Trimble), con altri due in corso di definizione, nell’ambito di un modello descritto come “open source partnership”: i box di controllo dei partner tecnologici vengono integrati a bordo macchina e resi compatibili con l’interfaccia utente unica sviluppata da HCME, per evitare la sovrapposizione di più schermi in cabina.

Sul fronte della manutenzione, l’azienda ha illustrato lo sviluppo di uno strumento di intelligenza artificiale a supporto dei concessionari, in grado di stimare il fabbisogno di interventi di manutenzione nell’arco di 4-10 settimane sulla base dei dati trasmessi costantemente dalle macchine connesse al centro di monitoraggio di Amsterdam. Lo strumento, che affianca gli addetti dei concessionari nelle comunicazioni ai clienti, è stato presentato con il nome interno “Hey Diggy”.

Il modello Rent to Rent

Tra i servizi legati al ciclo di vita delle macchine, HCME ha ribadito il proprio modello di supporto al noleggio, denominato Rent to Rent: il produttore finanzia direttamente i concessionari, che a loro volta noleggiano ai clienti finali, alleggerendo l’impatto della flotta a noleggio sui bilanci dei dealer. In alcuni mercati, non compreso al momento quello italiano, il gruppo opera anche tramite una società di noleggio di proprietà, Synergy Hire, attiva nel Regno Unito con una flotta di circa 1.400 macchine e un tasso di utilizzo medio dichiarato dell’80%.

Verso aprile 2027

Il doppio riconoscimento ottenuto al SaMoTer Innovation Award conferma l’attenzione della giuria per un progetto che, per stessa ammissione di Quaranta in una successiva intervista, è volutamente sovradimensionato rispetto alle esigenze di un segmento mini tradizionalmente orientato al prezzo. La scelta, spiegata come una provocazione intenzionale, punta a dimostrare che un’architettura modulare consente di costruire, a partire dalla stessa base, macchine profondamente diverse per dotazione e mercato di destinazione.

Accanto al concept, lo stand ha ospitato una selezione di sei macchine di produzione rappresentative dei principali segmenti del mercato europeo: gli escavatori cingolati ZX135US-7B e ZX210LCN-7, l’escavatore gommato ZX135W-7, la pala gommata ZW310-7 e, in debutto europeo, il compatto a braccio lungo ZX95US-7 SLF, pensato per applicazioni di dragaggio con una portata fino a 10 metri. Nell’area dimostrativa della fiera era inoltre visibile in azione lo ZX300-7, mentre uno ZX225US-7 era esposto presso lo stand di Leica Geosystems.

Per HCME, la strada tracciata a Verona porta dritta all’aprile 2027, quando il marchio Landcros prenderà ufficialmente il posto di Hitachi sulle macchine europee. Fino ad allora, ha assicurato l’azienda, la comunicazione procederà in forma “dual brand”, per accompagnare gradualmente concessionari e clienti finali verso il nuovo nome.