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Bonifica e demolizione per l’ex hotel Rio d’Oro di Montegrotto

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Procede la bonifica dell’ex hotel Rio d’Oro a Montegrotto Terme, in provincia di Padova. Si prevede che la seconda fase di bonifica sarà conclusa per l’inizio di novembre, dopo di ché partiranno i lavori di demolizione edilizia strutturale.

L’albergo di via Mingoni, un rudere di 8 piani dismesso da 15 anni, è stato di recente acquistato all’asta dal fondo Numeria che ha avuto il permesso di abbatterlo per costruire una casa di riposo da 120 posti in convenzione con l’Ulss.

Nei giorni scorsi sono terminate le operazioni di bonifica dell’amianto presente nell’area esterna e di pulizia generale. Questa settimana è iniziata la seconda fase della bonifica che riguarda le aree interne. Si tratta di una fase molto impegnativa che viene costantemente monitorata da Ulss e Arpav.

Come precisato anche da un comunicato stampa del comune di Montegrotto: le bonifiche preliminari sono necessarie per poter procedere al previsto intervento di demolizione della struttura senza che si corra il rischio di disperdere nell’aria, in superficie, e di conseguenza nelle falde acquifere, di sostanze che potrebbero essere molto pericolose. Si prevede che la seconda fase di bonifica sarà conclusa per l’inizio di novembre, dopo di che si darà avvio alla demolizione edilizia strutturale.

Il progetto è un tassello importante della riqualificazione urbanistica del centro di Montegrotto Terme, nel quale è presente il rudere dell’hotel. Le società Numeria di Treviso e Codess cooperativa sociale di Padova che hanno proposto la realizzazione della nuova casa di riposo sono risultate vincitrici della procedura di valutazione comparativa voluta dall’amministrazione comune per stabilire il progetto migliore rispetto alla programmazione dell’Ulss e la sede più opportuna.

Il progetto di Numeria e Codess è stato giudicato positivamente per “il perseguimento di una significativa riqualificazione urbana, attraverso anche la demolizione di una struttura alberghiera da anni dismessa composta da otto piani fuori terra, che viene sostituita da un nuovo edificio a due piani fuori terra, in armonia con l’edificato circostante; la congruità ed il rilevante interesse pubblico delle opere perequative proposte; l’ubicazione strategica nell’ambito del territorio comunale, la vicinanza al centro abitato e relativi servizi, servita dalle principali arterie viarie e dai mezzi pubblici”.

Nell’ambito dell’accordo pubblico-privato con l’amministrazione comunale, le società vincitrici si incaricano anche di costruire una struttura di 250 metri quadri a disposizione della città dove l’amministrazione comunale vorrebbe ubicare un ambulatorio di medicina di gruppo, coinvolgendo i medici di medicina generale del territorio e altri servizi di tipo sanitario.