
La transizione energetica può passare da una riconversione concreta delle superfici esistenti: tetti industriali compromessi che diventano piattaforme di produzione rinnovabile. È il modello adottato da Sunprime, che a marzo ha connesso in rete cinque nuovi impianti tra Lombardia e Friuli-Venezia Giulia, per una potenza complessiva di circa 7,4 MWp. Un’espansione che integra sviluppo fotovoltaico e bonifica dell’amianto, trasformando una criticità ambientale in infrastruttura energetica.
Produttore indipendente attivo nello sviluppo, costruzione e gestione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo (BESS), Sunprime consolida così una presenza rilevante soprattutto in Lombardia, dove conta 66 impianti operativi per circa 60 MWp, di cui 17 realizzati su coperture precedentemente contaminate.
Lombardia: tra bonifiche mirate e sviluppo industriale
A Pieve del Cairo l’intervento ha riguardato un tetto industriale con presenza di amianto: circa 6.000 metri quadrati bonificati e 100 tonnellate di materiale rimosso, seguiti dall’installazione di un impianto da 976 kWp. Sul sito è stato inoltre attivato un PPA (Power Purchase Agreement) della durata di 30 anni, che consente all’azienda utilizzatrice di stabilizzare i costi energetici e ridurre l’esposizione alla volatilità del mercato.
A Volongo è stato realizzato un impianto da oltre 3 MWp su un’area industriale esistente, senza consumo di nuovo suolo. Un intervento rilevante anche in relazione alla scala locale, trattandosi di un comune con meno di 500 abitanti.
Nel comune di Maleo, nella Bassa Lodigiana, è stato installato un impianto da circa 1 MWp, con una produzione annua stimata in grado di coprire il fabbisogno energetico di circa 475 famiglie.

Friuli-Venezia Giulia: bonifica su larga scala e filiera integrata
Lo stesso approccio è stato replicato in Friuli-Venezia Giulia, dove gli interventi hanno avuto una forte componente di bonifica. Complessivamente sono stati rimossi 15.000 metri quadrati di coperture in amianto, per un totale di 240 tonnellate di materiale smaltito.
A Pradamano, presso lo stabilimento Comfer Spa, la bonifica completa del tetto ha preceduto l’installazione di un impianto da 1.341 kWp. Un intervento che ha trasformato un sito industriale critico in una risorsa energetica attiva.
A Villotta di Chions, nel comune di Chions, l’intervento ha riguardato la copertura dello stabilimento Greguol Armando di Greguol Luciano & C. S.N.C., con bonifica dell’amianto e installazione di un impianto da 977 kWp.
I due impianti produrranno complessivamente circa 2.778 MWh all’anno, equivalenti – secondo i parametri ARERA sul consumo medio domestico – al fabbisogno energetico di circa 1.000 famiglie. Anche in questo caso, nessun consumo di suolo agricolo: solo riuso di superfici esistenti.

Un modello operativo: bonifica, tracciabilità, produzione
A supporto di questo approccio, Sunprime gestisce internamente l’intera filiera degli interventi, inclusa la bonifica, attraverso un team certificato iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (categoria 10A) e, dal febbraio 2026, anche allo Sportello Amianto Nazionale. Ogni operazione si conclude con il rilascio di un certificato ufficiale di smaltimento, a garanzia della tracciabilità del rifiuto e della correttezza del processo.
Nel complesso, i cinque interventi delineano una linea operativa precisa: intervenire su superfici esistenti, rimuovere passività ambientali e generare nuova capacità rinnovabile senza ulteriore pressione sul territorio.




































