Home Ambiente Messina, depuratore di Tono: 89,5 milioni per un sistema integrato

Messina, depuratore di Tono: 89,5 milioni per un sistema integrato

Futuro depuratore di Tono

Presentato a Palazzo Zanca il progetto dell’impianto di località Tono e dell’articolata rete di collettori al servizio della zona nord della città. Un’opera attesa da oltre trent’anni, che mette in fila trattamento dei reflui, recupero idroelettrico e scarico a mare in sicurezza.

Un’infrastruttura attesa da decenni, rimasta a lungo bloccata e oggi finalmente avviata. Si è tenuta venerdì 26 giugno, nel salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, la conferenza stampa con cui il Comune di Messina e la struttura commissariale hanno presentato il progetto del nuovo impianto di depurazione in località Tono e dell’esteso sistema di collettori destinato a servire la fascia costiera nord della città, compresa tra Fiumara Guardia e il villaggio di Spartà, insieme ai vicini centri collinari. Un intervento che il sindaco Federico Basile ha definito un passaggio fondamentale per il futuro della città.

Alla presentazione sono intervenuti, oltre al sindaco, il Commissario Straordinario Unico per la Depurazione e il Riuso delle acque reflue, Fabio Fatuzzo, e il responsabile unico del procedimento, l’ingegnere Giuseppe Iannazzo, che ha illustrato caratteristiche tecniche, finalità e tempistiche dell’opera. Presente anche il direttore dei lavori, l’ingegnere Pietro Certo, dirigente del Dipartimento Servizi Manutentivi del Comune. L’incontro è seguito alla sottoscrizione del contratto d’appalto con il raggruppamento temporaneo di imprese guidato dal Consorzio Stabile Energos, aggiudicatario dei lavori.

Un’opera attesa da oltre trent’anni

La progettualità dell’impianto risale agli anni Novanta, ma per decenni una serie di controversie ne ha bloccato l’iter. La svolta è arrivata negli ultimi tre anni: con la nomina del Commissario nel 2022 è stato possibile tracciare il percorso amministrativo di un’infrastruttura considerata strategica per una zona della città – quella nord, da Ganzirri ad Acqualadrone – storicamente critica sul fronte della depurazione. È un’area in cui la popolazione raddoppia nei mesi estivi, per la forte concentrazione di seconde abitazioni.

“La realizzazione del depuratore di Tono rappresenta un passaggio fondamentale per Messina, atteso da molti anni e necessario per garantire infrastrutture moderne, tutela ambientale e servizi più efficienti” – ha dichiarato Basile, che ha ringraziato la struttura commissariale per la collaborazione e ha sottolineato l’importanza dell’intesa tra Comune ed enti sovracomunali nel superare i numerosi passaggi amministrativi necessari all’affidamento. Sul punto è tornato anche Fatuzzo, che ha rimarcato come il contributo dei tecnici comunali sia stato determinante per accelerare iter particolarmente complessi, a partire dalle procedure di esproprio.

L’investimento e l’aggiudicazione

L’intervento dispone di una copertura finanziaria complessiva di 89,5 milioni di euro, provenienti da diverse fonti nazionali e regionali, tra cui un cofinanziamento di 9,2 milioni a valere sul Fondo sviluppo e coesione. L’importo netto del contratto sottoscritto con il raggruppamento aggiudicatario è pari a 50.482.180,39 euro oltre IVA, di cui 47.364.188,20 euro destinati ai lavori e 3.117.992,19 euro agli oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso.

Non solo un impianto: il sistema di opere

Come illustrato dal Rup Giuseppe Iannazzo, l’intervento non si esaurisce nel nuovo depuratore, ma comprende un articolato sistema di opere a servizio di un’ampia porzione di territorio comunale. Oltre alla costruzione dell’impianto in località Tono, il progetto prevede:

  • la realizzazione dei collettori per i reflui dell’area costiera tirrenica occidentale;
  • il collettamento dell’area costiera tirrenica orientale e di parte della zona ionica;
  • il convogliamento dei reflui provenienti dai villaggi collinari;
  • la costruzione del nodo idraulico di Tono e di un sistema di sollevamento verso il depuratore;
  • il recupero idroelettrico delle acque depurate;
  • una galleria realizzata mediante microtunnelling e la posa di una condotta sottomarina per lo scarico in mare delle acque trattate.

Il sistema interessa, tra le altre, le aree di Spartà, Acquarone, Case Bianche, Saline, Curcuraci, Faro Superiore, Ganzirri, Torre Faro, Mortelle, Castanea e i villaggi delle Masse. Il recupero idroelettrico e il riuso delle acque – richiamato già nella stessa denominazione della struttura commissariale – collocano l’opera nel solco di un approccio integrato al ciclo delle acque, in cui il trattamento dei reflui si lega al recupero di energia e alla restituzione controllata della risorsa all’ambiente.

Capacità di progetto e bacino servito

L’impianto è dimensionato per un carico di 70.000 abitanti equivalenti – l’unità di misura con cui, ai sensi della normativa sulle acque reflue urbane, si quantifica il carico inquinante organico biodegradabile da trattare, e non un conteggio di residenti – e andrà a servire un bacino di oltre 57.000 utenze. La distinzione non è marginale: il dimensionamento sul carico, e non sulla popolazione anagrafica, è ciò che consente all’impianto di reggere i picchi estivi di una zona in cui le presenze raddoppiano per effetto delle seconde case.

Tempistiche e avvio dell’esercizio

Sul fronte del cronoprogramma, i sei mesi successivi al completamento delle opere saranno destinati all’avvio, alla messa in esercizio e alla conduzione iniziale del depuratore e degli impianti di sollevamento. Fatuzzo ha assicurato l’impegno della struttura commissariale nel garantire tempi certi, qualità delle lavorazioni e un costante coordinamento con gli enti territoriali durante la fase esecutiva.

“Oggi possiamo finalmente affermare di avere sbloccato un’opera di straordinaria importanza per Messina – ha concluso il Commissario – Il nuovo impianto e il sistema dei collettori consentiranno di migliorare in modo sostanziale la gestione delle acque reflue, tutelare il mare e il territorio e adeguare il sistema depurativo agli standard ambientali richiesti”.