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CGT a SaMoTer 2026: assistenza predittiva e innovazione per il cantiere

CGT_SaMoTer_2026

CGT, parte del Gruppo TESYA – leader nella fornitura di servizi e soluzioni integrate B2B attivo in ambiti che spaziano dalle costruzioni alla transizione energetica, fino all’asset management e all’intralogistica automatizzata – ha scelto SaMoTer, principale fiera in Italia per il segmento delle macchine per costruzioni, per presentare al mercato un ecosistema di tecnologie, servizi e competenze a supporto di imprese e operatori.

I visitatori hanno avuto l’opportunità di approfondire l’intero ecosistema CGT su due spazi complementari: uno stand interno di circa 500 mq (Padiglione 9, C13-C14), ricco di installazioni interattive ed esperienze immersive dedicate alle soluzioni tecnologiche e al nuovo modello di servizio evoluto CGT; un’area esterna di 850 mq (F-3), realizzata in collaborazione con Alayan – società del Gruppo TESYA specializzata nel noleggio a breve termine di attrezzature per aziende operanti nell’industria, grandi opere e costruzioni – con un’esposizione statica di prodotti tra i quali la pala gommata 950 GC elettrica e una vasta gamma di macchine compatte. Sempre nell’area esterna, CGT ha partecipato al Cantiere Digitale organizzato dal SaMoTer, dove macchine e tecnologie sono state protagoniste in condizioni operative reali.

La ripartizione degli spazi non è casuale, come spiega a Recover Marco Villa, direttore commerciale di CGT: “Il messaggio è molto centrato sulla tecnologia, sull’efficienza e su come questa possa cambiare il modo di lavorare dell’impresa e del settore delle costruzioni. Quindi uno stand senza macchine, ma solo con concetti: le macchine sono bellissime, io le amo, ma se c’è la macchina uno guarda quella e si innamora del giallone. Noi volevamo togliere la macchina e parlare d’altro”. Le “gialle”, precisa, sono nell’area esterna: “Macchine piccole, medie e grandi, anche lì con il contenuto tecnologico al centro”.

Marco Villa, direttore commerciale CGT
Marco Villa, direttore commerciale CGT

Sicurezza, precisione, continuità operativa

CGT ha messo in campo tecnologie avanzate per migliorare sicurezza, precisione, continuità operativa ed efficienza. La pala gommata 972 Next Gen è dotata del sistema Collision Mitigation, che permette di evitare impatti con oggetti e persone, inibendo anche la retromarcia in presenza di ostacoli posteriori. La stessa tecnologia è capace di riconoscere i cumuli di materiale, evitando interruzioni non necessarie: una funzione che evidenzia come la tecnologia possa migliorare la sicurezza senza compromettere la produttività. L’escavatore 315 con sistema 3D consente invece di operare con maggiore precisione grazie al controllo avanzato dello scavo, riducendo errori, rilavorazioni e tempi operativi.

All’interno dello stand, il tema è stato tradotto in un’area dedicata, “dove ci sono sensori che individuano la presenza delle persone nel raggio d’azione della macchina – racconta Villa – La macchina vede le persone, lo dice all’operatore, emette un segnale acustico e poi frena, per evitare che accadano gli incidenti”. Nel Cantiere Digitale, tra i brand impegnati sul campo, CGT ha portato quello che il direttore commerciale definisce “l’esempio vivo della macchina che frena da sola”.

CGT SaMoTer 2026
Sistema Collision Mitigation

Live Dig Radar: la benna premiata che legge il sottosuolo

A completare l’assetto tecnologico è stata l’innovativa benna con sistema Live Dig Radar®, venduta da CGT e noleggiata da Alayan, che permette di rilevare durante lo scavo cavi, tubature e altre infrastrutture non visibili, evitando così la rottura delle stesse e il rallentamento dei lavori. La tecnologia brevettata combina intelligenza artificiale, algoritmi avanzati e radar di ultima generazione per analizzare il sottosuolo in tempo reale. Grazie alla benna LDR Excavate™ e al display LDR Visualize™, gli operatori ricevono in cabina indicazioni immediate e intuitive, confermando l’evoluzione dei macchinari CGT verso soluzioni sempre più intelligenti, connesse e tecnologicamente avanzate.

Il problema che la soluzione affronta è tra i più concreti del cantiere urbano. “Uno dei grandi problemi dei nostri clienti è che quando vanno a scavare non sanno cosa c’è sotto, perché sotto c’è roba costruita negli ultimi 50 anni: è facile trovare il tubo, la fibra, la condotta dell’acqua o del gas non segnalata – spiega Villa – Questa benna legge mentre scava ed è quindi in grado di evitare di danneggiare un sottoservizio”. La differenza rispetto agli strumenti già disponibili sta nel flusso di lavoro: “I georadar esistono, ma hanno il limite che passi con la macchina, leggi, scavi e devi ripassare. Questo invece lo fa in continuo, quindi efficienta moltissimo le operazioni di scavo”.

A testimonianza del valore applicativo di questa tecnologia, la soluzione ha ricevuto il Premio Innovazione SaMoTer 2026 nella categoria “Attachments”, con la seguente motivazione: “Per la soluzione concreta ad un problema operativo fondamentale per chi lavora nei centri urbani”. La premiazione si è svolta il 5 maggio a Verona, presso il Palazzo della Gran Guardia in Piazza Bra.

“Il comparto delle costruzioni sta evolvendo rapidamente e oggi il valore non si misura più soltanto nelle prestazioni della macchina, ma nella capacità di coniugare tecnologie e servizi lungo l’intera catena del valore – ha commentato Giorgio Brenna, amministratore delegato di CGT – In questo scenario, eventi come SaMoTer rappresentano per noi un’opportunità fondamentale per sottolineare il nostro ruolo di partner tecnologico, in grado di accompagnare le imprese in ogni fase del loro lavoro. Dalla gestione della flotta alla riduzione dei fermi macchina, le nostre soluzioni garantiscono massima produttività, sicurezza e consentono di pianificare con precisione le tempistiche di impiego dei macchinari e i costi di manutenzione, generando efficienza operativa sull’intero processo”.

Giorgio Brenna AD di CGT
Giorgio Brenna AD di CGT

Innovazione tecnologica e controllo da remoto: le soluzioni di CGT per i cantieri

Tra gli asset strategici di CGT rientra un ecosistema tecnologico evoluto, che integra macchine, sensori intelligenti e piattaforme digitali, permettendo il monitoraggio in tempo reale delle condizioni operative. In questo contesto si inserisce Cat Detect, sistema integrato nei macchinari Caterpillar che unisce sensori, avvisi e funzioni automatiche per migliorare la gestione delle operazioni e la sicurezza sul lavoro. Tra le funzionalità, Cat Collision Mitigation riduce il rischio di impatti nelle situazioni critiche, Cat People Detect rileva la presenza di persone nelle aree di lavoro e Cat Object Detect monitora gli ostacoli, ottimizzando l’uso degli spazi. Infine, i sistemi E-Fence disponibili sugli escavatori definiscono limiti virtuali ai movimenti delle macchine, migliorando il controllo in prossimità di ostacoli.

Allo stesso tempo, Cat Command è la tecnologia Caterpillar che consente di controllare le macchine da una postazione remota non a vista. Progettata per escavatori, dozer e pale gommate, evita la presenza degli operatori in macchina in tutte le applicazioni pericolose, migliorando significativamente la sicurezza senza sacrificare la produttività. I visitatori dello stand CGT hanno potuto sperimentare direttamente Cat Command, guidando in tempo reale macchine collocate in sedi distanti come Malaga, in Spagna, e Desford, nel Regno Unito. A completare l’esperienza, una sala di realtà immersiva con scenari dedicati all’approccio CGT al service, alle tecnologie, alla sostenibilità e all’asset management.

Dati e tecnologie per un servizio d’assistenza evoluto

In ambito di cantiere digitale, CGT è attiva sul mercato con diverse soluzioni integrate, tra cui le Control Tower di Carugate (MI) e Vercelli. Un team di specialisti monitora in tempo reale i dati provenienti da oltre 20.000 asset sul territorio italiano – tra cui macchine, motori e impianti di cogenerazione – integrando informazioni telematiche, diagnostica da remoto e analisi tecniche per garantire la massima efficienza operativa. Questo modello avanzato si è evoluto da un sistema di monitoraggio di base a un hub digitale predittivo che sfrutta l’intelligenza artificiale e la telemetria Caterpillar per ottimizzare le operazioni in cantiere e ridurre i tempi di fermo macchina, analizzando i dati per prevenire i guasti prima che si verifichino attraverso modelli previsionali.

Portata in fiera, la Control Tower risponde però anche a un problema industriale prima ancora che tecnologico: la carenza di competenze. “Così come i nostri clienti hanno carenza di operatori, per noi questo si riflette in carenza di tecnici o di specializzazioni tecniche spinte a livello periferico – osserva Villa – perché in un’organizzazione come la nostra, che copre il territorio a livello nazionale, non sempre puoi avere le competenze giuste ovunque”. La risposta è la remotizzazione dell’informazione: “Nella Control Tower operano una quindicina di tecnici esperti, con una lunga carriera in campo, vengono valorizzati per le loro capacità diagnostiche. Fanno la diagnosi da remoto, leggono i dati delle macchine, fanno prevenzione e danno la ricetta di riparazione a un tecnico che magari è all’inizio del suo percorso di formazione, rendendolo molto più efficiente”.

Il presupposto è la connettività della flotta: secondo Villa CGT conta oggi 12.000 macchine connesse, con un livello di sensorizzazione crescente. “Gli algoritmi ci aiuteranno, nell’arco dei prossimi anni, a capire prima della rottura: il concetto che sta alla base della Control Tower è questo”. Un trend che il direttore commerciale considera irreversibile, in un settore in cui la popolazione attiva diminuisce e il lavoro in cantiere è meno attrattivo per le nuove generazioni: “Abbiamo una carenza strutturale di meccanici dalla parte nostra e di operatori dalla parte dei clienti. L’intelligenza artificiale e la tecnologia più o meno spinta sopperiranno parzialmente a quella mancanza, creando nuove professionalità: un senior di 65 anni che ha sempre vissuto in cantiere, e che oggi fa un’oggettiva fatica a lavorare in un ambiente disagiato, può trovare un nuovo tipo di ruolo”.

AMA: un patto con i clienti per la produttività dei macchinari

A completare l’approccio, CGT adotta contratti d’assistenza a valore aggiunto di ultima generazione, come AMA (Asset Management Agreement), dedicato alle macchine nuove, che assicura la certezza dei costi e la massima disponibilità dei mezzi con consumo garantito per 5 anni o 10.000 ore. Grazie a monitoraggio continuo, analisi dei dati, manutenzione programmata e consulenza operativa, CGT garantisce al cliente un uso prolungato degli asset, riducendo i fermi macchina e il consumo di carburante.

È il punto di arrivo del modello, quello che in fiera CGT ha raccontato con il nome di asset management. “Al nostro cliente, tutto sommato, non deve importare molto di comprare la macchina: il valore aggiunto per l’impresa è fare bene un lavoro, farlo in maniera efficiente ed efficace, guadagnando. Al ferro vogliamo pensarci noi – afferma Villa – L’asset management è una partnership in cui noi ci occupiamo della gestione dell’oggetto dall’inizio della vita fino alla sua conclusione, mentre il cliente si concentra sulle fasi operative”.

Service preventivo

La sostenibilità come percorso, non come scorciatoia

Oggi ridurre l’impatto ambientale in cantiere non significa solo adottare macchine di ultima generazione, ma anche impiegarle nel modo più efficiente. In questo senso le soluzioni CGT svolgono un ruolo chiave: attraverso l’analisi dei dati di utilizzo – dalle ore di lavoro ai tempi al minimo, dai cicli operativi ai consumi reali – è possibile individuare inefficienze e intervenire in modo mirato, riducendo sprechi di carburante ed emissioni di CO₂. Se le nuove generazioni di mezzi, elettrici o diesel avanzati, e l’impiego di carburanti alternativi come l’HVO offrono già standard elevati di efficienza, il vero salto di qualità nasce dal connubio tra innovazione tecnologica e gestione ottimale dell’operatività.

Ed è esattamente il ragionamento che ha guidato l’allestimento del totem dedicato alla sostenibilità, dove il percorso proposto ribalta l’ordine consueto. “Se uno pensa alla sostenibilità viene subito in mente l’elettrico – spiega Villa – Noi invece l’elettrico non lo vediamo come un punto finale di arrivo, ma come l’esito di un percorso che comincia prima, dalla ricerca di efficienza in ciò che abbiamo”. L’elettrificazione, avverte, arriverà nel settore con costi ancora da comprendere – sociali, ambientali, di ecosistema aziendale – non tutti legati alla macchina: “Crediamo che già oggi, utilizzando in maniera efficiente ciò che abbiamo, possiamo fare un salto quantico”.

Sostenibilità CGT

Le leve sono la tecnologia che assiste lo scavo, quella che supporta il cantiere e l’operator coaching, l’“insegnante virtuale” a bordo macchina, particolarmente prezioso a fronte della carenza di operatori. I numeri, secondo il direttore commerciale, sono già oggi consistenti: “Abbiamo fatto test comparativi di macchine utilizzate con e senza tecnologia e abbiamo visto impatti del 50% di risparmio in termini di tempo e consumi. Quindi, senza arrivare all’elettrico, già con quello che ho posso tagliare della metà i consumi”. Solo dopo l’efficientamento entrano in gioco i combustibili alternativi come l’HVO, che abbattono ulteriormente la CO₂, e infine l’elettrico: “Il totem racconta questo percorso, e come possiamo arrivarci senza saltare le tappe”.

Assistenza CGT