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Dall’India a Ecomondo 2026, la triturazione stazionaria e mobile di Camec

CAMEC

Dopo la prima partecipazione a IFAT India con il padiglione italiano di Agenzia ICE, CAMEC arriva a Ecomondo con due macchine che ne raccontano le due anime: il trituratore monorotore stazionario GL650 e il nuovo trituratore mobile Cobra 1800

Un’azienda che guarda ai mercati internazionali e poi torna a presentarsi su quello nazionale con una gamma rinnovata. È la fotografia di CAMEC in questo autunno 2026: da un lato l’apertura verso il subcontinente indiano, dall’altro la presenza a Ecomondo, in programma alla Fiera di Rimini dal 3 al 6 novembre. Fondata nel 1993 a Cittadella, in provincia di Padova, l’azienda progetta e costruisce trituratori per rifiuti urbani e industriali, sistemi di movimentazione e impianti di riciclo chiavi in mano, con una controllata in Spagna, Camec Ibérica.

Il debutto a Mumbai

Il primo capitolo è stato scritto a Mumbai, dove dal 9 all’11 settembre si è svolta IFAT India, la principale fiera indiana delle tecnologie ambientali: oltre 600 espositori da più di 30 paesi e diverse collettive internazionali, incluso il Padiglione italiano organizzato da Agenzia ICE, che ha visto CAMEC a partecipare per la prima volta.

Il bilancio è positivo. L’azienda sta aprendo un nuovo mercato in India, in Bangladesh e nell’area circostante, un fronte su cui sta investendo tempo e risorse.

A Mumbai CAMEC non ha portato macchine, ma la propria competenza di impiantista, presentandosi come realizzatore di impianti chiavi in mano. Le richieste si sono concentrate soprattutto sugli impianti di selezione dei rifiuti solidi urbani, insieme a quelli per pneumatici fuori uso e RAEE, oltre al fotovoltaico, tema che continua a suscitare grande interesse.

Un mercato promettente ma tutt’altro che semplice, dove i costruttori cinesi sono radicati da tempo. Gli interlocutori indiani sono interessati alla tecnologia europea e CAMEC ha individuato un referente locale con cui sta definendo un accordo di collaborazione.

Due anime in fiera

A Rimini l’azienda punta invece sulle macchine, con due modelli scelti per rappresentare le due linee di prodotto: lo stazionario, zoccolo duro dell’azienda da trent’anni, e il mobile.

Sul fronte stazionario sarà esposto il GL650, monorotore tra i modelli di punta della gamma. La macchina lavora con un rotore da 650 mm di diametro a bassa velocità, azionato da motorizzazione idraulica, e un sistema di spinta radiale del materiale. La struttura è monolitica elettrosaldata, i cuscinetti sono posizionati lontano dalla zona di triturazione e l’apertura automatica della camera facilita la manutenzione. Disponibile nelle versioni GL650/17, /21 e /25, è impiegato su alluminio, plastiche, filtri dell’olio, ingombranti, scarti industriali e pneumatici.

CAMEC GL620

Il Cobra 1800, la via di mezzo

La novità è il Cobra 1800, che completa la linea dei trituratori mobili diesel collocandosi tra il Condor 1500 e il Cayman 2400, quest’ultimo presentato proprio a Ecomondo tre anni fa. A essi si affianca il laceratore elettrico LCM 520, pensato per i siti con limitazioni all’impiego di motori diesel.

Con tre trituratori mobili diesel, CAMEC copre oggi la gamma dal modello più piccolo al più grande, per capacità produttiva e dotazione. Il Cobra 1800 ne rappresenta la via di mezzo, pensata per la massima versatilità d’impiego.

Il bialbero lento ad alta coppia è mosso da un motore Scania da 294 kW conforme allo Stage V ed esprime una coppia di 220.000 Nm, con una camera di taglio da 1.100 x 1.800 mm e una pezzatura finale fino a 350 mm. La tramoggia da 5 m³ è dotata di sponda idraulica e il separatore magnetico è integrato. La macchina è proposta in versione scarrabile (17.500 kg) e cingolata (21.500 kg).

Una scelta, quella dei mobili, che in Italia vede pochi costruttori impegnati: al di là dei grandi gruppi, sono poche le realtà che producono trituratori mobili nel Paese. Per CAMEC è una scommessa su cui continuare a puntare, tanto da portarla in primo piano anche a Ecomondo.

CAMEC Cobra 1800

CAMEC sarà presente a Ecomondo 2026 al padiglione A1 stand 303.