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Sin Bussi la gara è valida: il Ministero convoca il tavolo tecnico

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Giugno intenso per il Sin di Bussi. Il Consiglio di Stato boccia il ricorso del Ministero dell’Ambiente sull’annullamento del bando di bonifica e, dopo tre anni di attesa, viene convocato il tavolo tecnico per programmare l’intervento sulla maxi discarica dei veleni.

Per il Consiglio di Stato la gara è valida

La prima notizia è dell’ 11 giugno. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del Ministero dell’Ambiente contro la sentenza del Tar d’Abruzzo “concernente l’annullamento d’ufficio dell’aggiudicazione dell’appalto integrato relativo agli interventi di bonifica nelle ‘aree esterne Solvay’ situate nel Comune di Bussi sul Tirino”. Il ministero aveva annullato il bando di bonifica che si era aggiudicata la Dec Deme nel 2019 per una parte a nord della mega discarica dei veleni della Montedison.

Tra le motivazioni espresse la tardività del provvedimento e il fatto che un parere del Consiglio Superiore dei lavori pubblici sul progetto fosse interlocutorio e non una bocciatura.

“Abbiamo lottato tre anni contro questa decisione assurda del Ministero e dopo aver vinto al Tar, al primo grado di giudizio al Consiglio di Stato, oggi finalmente la sentenza definitiva. Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso del Ministero. Da domani quindi il Ministero dovrà soddisfare la sentenza, firmare il contratto con la Ditta che si è aggiudicata i lavori e dare avvio alla bonifica” è il commento rilasciato dal sindaco di Bussi, Salvatore Lagatta.

Il Ministero convoca con urgenza un tavolo tecnico

È lo stesso sindaco, a distanza di pochi giorni, a far sapere che è stato finalmente convocato al Ministero dell’Ambiente un tavolo tecnico per programmare la bonifica del Sito di interesse nazionale che insiste sul territorio di Bussi.

“Nella riunione è emersa la volontà di comprimere al massimo l’iter delle procedure per arrivare in tempi brevi all’inizio dei lavori di bonifica. A breve arriverà un cronoprogramma delle attività. Ciò premesso , come ho già detto più volte, qualche giorno fa in un comunicato stampa, il Ministero ha dichiarato che per le aree non ricomprese nel Progetto di bonifica, Edison deve dare immediatamente avvio alle opere di bonifica ivi compresa l’area ex Iprite. Sono convinto che questa notizia incontrerà la soddisfazione di quasi tutti i cittadini di Bussi” scrive Lagatta su Facebook.

40 anni di veleni e nulla di fatto

Bussi sul Tirino, nel cuore dell’Abruzzo, è uno dei disastri ambientali più gravi d’Europa. Per decenni, a partire dagli anni ‘90, le sue acque sono state contaminate dal colosso della chimica Montedison. Inserito nel 2008 come sito di interesse nazionale (Sin), sta ancora aspettando la bonifica dei veleni.

Una storia fatta di ritardi burocratici e di un’interminabile battaglia legale, giocata sulla salute dei cittadini, allarmati dall’aumento di tumori e malattie. La lunga serie di sentenze ribaltate nel corso degli anni non ha mai di fatto consentito l’avvio dei lavori.

Ad oggi, si registrano dei lavori propedeutici alla bonifica effettuati da Edison sull’area Tremonti e la progettazione della bonifica relativa alle aree 2A e 2B (oggetto del contenzioso legale e finalmente considerata valida). Per il resto (SIN e aree esterne), nulla di fatto.

A maggio 2021 è nata Tremonti, una NewCo specializzata nei servizi di bonifica dei terreni e delle acque sotterranee che riunisce quattro operatori di primo piano nei servizi ambientali: Ambienthesis, Herambiente (Gruppo Hera), Sersys Ambiente ed Edison. La NewCo dovrebbe realizzare i suoi primi interventi proprio nell’area Tre Monti del sito di Bussi – in continuità con le attività avviate da Edison in questa porzione – ed estenderà le proprie attività alle aree di Piano d’Orta e dello stabilimento industriale di Bussi.

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