
Dall’associazione di categoria, ai gestionali su misura, ai droni per l’incapsulamento dell’amianto. Dino Junior Di Cicco, waste manager e imprenditore, racconta come si colma il ritardo tecnologico di una filiera.
La gestione dei rifiuti è un settore industriale maturo, ma sul piano digitale il quadro è meno lineare: impianti, intermediari e trasportatori convivono ancora con procedure manuali, archivi cartacei e adempimenti gestiti a ridosso delle scadenze. È in questo scarto – tra complessità normativa e strumenti per governarla – che si colloca il percorso di Dino Junior Di Cicco, waste manager, imprenditore e da otto anni presidente di ASSIWAMA, Associazione Internazionale dei Waste Manager, realtà in costante crescita.
“Il waste manager è fondamentale per qualsiasi azienda che produce rifiuti, ma per anni non ha avuto né una struttura normativa né un vero riconoscimento – spiega Di Cicco – Abbiamo dato vita alla prima associazione dedicata ai waste manager per restituire a questa professione dignità e competenze. L’obiettivo è divulgare la cultura ambientale e arrivare al riconoscimento del ruolo per legge”.
Dal trasporto al gestionale
L’esperienza di Di Cicco prende forma con Gom Service, impresa di trasporto rifiuti attiva a Cassino, sua città natale, sviluppata con l’imprenditore Giuseppe Oliva. “Avevo intuito quanto il waste manager fosse strategico per le piccole e medie imprese – racconta – ma per capirlo davvero bisogna stare sul campo. Oggi Gom Service è un punto di riferimento per il mercato locale”.
È il contatto quotidiano con gli impianti a far emergere il nodo. “Vivendo ogni giorno le dinamiche della gestione dei rifiuti mi è stato chiaro che il settore soffriva di un enorme gap tecnologico”, osserva. La risposta è una startup, fondata con Mattia Fantoni, ingegnere informatico e data scientist. L’avvio non è lineare: “I primi cinque anni sono stati durissimi, i debiti accumulati per sviluppare l’idea aumentavano. Abbiamo fatto centinaia di incontri con gli impianti per far capire il valore del software: poi sono arrivati i primi due clienti di altissimo profilo e da lì è cambiato tutto”. Il prodotto – inizialmente noto come Omologhe Rifiuti – cambia scala: oggi la società si chiama OR Technology Srl e sviluppa gestionali su misura per impianti, intermediari e trasportatori.

Il consulente digitale per il RENTRI
Il passaggio successivo è anticipatorio. Il RENTRI, registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, ridisegna gli obblighi documentali di un’ampia platea di soggetti, molti privi di strutture interne dedicate. “Ho capito subito la portata del cambiamento – spiega – Il produttore aveva bisogno di un software all’avanguardia, ma anche di qualcuno che lo accompagnasse: da qui l’idea di affiancare al portale un consulente digitale dedicato alla contabilità ambientale”.
Nasce così Fisco Ambiente, uno dei primi portali di consulenza online del settore, che unisce piattaforma software e presidio normativo, portando l’azienda a confrontarsi con i maggiori player storici del comparto. La sintesi, per Di Cicco, sta in tre parole: “Competenza sul campo, digitalizzazione dei processi, sicurezza operativa”.
Software e droni per la bonifica
L’ingresso nelle bonifiche avviene in veste manageriale, come amministratore delegato di GAD Amianto srl, società fondata con altri soci. “In due anni di attività abbiamo raggiunto obiettivi importanti – dichiara – Il merito è di una divisione dei ruoli molto precisa tra i tre soci”. L’azienda si consolida rapidamente sul mercato locale e regionale.
Anche qui la lettura è la stessa. “Nelle bonifiche ho trovato la stessa mancanza di digitalizzazione che avevo visto negli impianti – osserva – Così abbiamo creato il primo gestionale pensato per guidare l’impresa passo dopo passo lungo le procedure di bonifica”. È OR Bonifiche Amianto, già adottato da numerose imprese, che accompagna il cantiere dalla notifica alla chiusura.
L’innovazione più recente esce dal perimetro del software. Il tema è l’esposizione degli operatori durante le lavorazioni in quota sulle coperture in cemento-amianto: una fase in cui il rischio non è solo respiratorio, ma anche di caduta, trattandosi di superfici spesso ammalorate e non calpestabili. “Sono partito da una domanda semplice: come riduciamo il rischio a cui si espongono gli operai? – racconta – Confrontandomi con i massimi esperti del settore, con il mio team abbiamo realizzato il primo drone per l’incapsulamento delle coperture in amianto. Ottimizza drasticamente i tempi di lavorazione e azzera quasi il rischio di esposizione”. Il velivolo applica l’incapsulante dall’alto, riducendo le ore che gli addetti trascorrono sulla copertura: una tecnologia che sposta il baricentro dell’intervento dal presidio umano a quello strumentale, con un beneficio diretto sulla sicurezza in cantiere.

Divulgazione e prossimi passi
Un capitolo consistente è dedicato alla comunicazione. Di Cicco è ambassador di Assicurambiente, brand di un affermato broker assicurativo specializzato nel comparto ecologico, e co-founder, con Giuseppe Sannicandro, di Rifiuti Mania, che secondo i dati riportati dai fondatori è il primo podcast a tema rifiuti su Spotify per numero di ascolti. “Nasce per fare formazione in modo leggero, ironico e accessibile a tutti”.
I progetti procedono su due binari. Il primo guarda alla pubblica amministrazione: “Stiamo sviluppando un prodotto digitale dedicato alle ASL per la gestione, il controllo e il monitoraggio dei cantieri di amianto”. Il secondo è divulgativo: a settembre il lancio di un canale YouTube dedicato ai percorsi di manager e tecnici del settore. “Voglio mostrare alle nuove generazioni quanto sia stimolante e ricco di opportunità il mondo dei rifiuti e della sostenibilità”.
Il filo conduttore resta lo stesso: la digitalizzazione non come esercizio tecnologico fine a sé, ma come strumento per governare processi che la normativa rende ogni anno più articolati. E che, esteso all’intera filiera, può diventare un vero fattore di crescita.
































